In una mossa che intensifica ulteriormente le tensioni nel conflitto israelo-palestinese, Sami Abu Zuhri, alto esponente di Hamas, ha lanciato un appello urgente ai sostenitori del movimento in tutto il mondo, invitandoli a prendere le armi per contrastare il piano proposto dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che prevede il trasferimento di oltre due milioni di abitanti di Gaza in paesi confinanti come l’Egitto e la Giordania. Secondo Abu Zuhri, tale proposta rappresenta una minaccia esistenziale per il popolo palestinese, e Hamas esorta alla resistenza globale contro questo progetto.
Nel frattempo, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che Israele è pronto a discutere la “fase finale” di un possibile accordo con Hamas, focalizzandosi sul rilascio degli ostaggi e sul cessate il fuoco. Durante una riunione del governo israeliano, Netanyahu ha aggiunto che Israele è disposto ad accettare una tregua a condizione che Hamas deponga le armi. “Siamo pronti a negoziare. Hamas dovrà deporre le armi. Ai suoi leader sarà permesso di lasciare la Striscia”, ha dichiarato il premier, delineando i termini che Israele propone per il cessate il fuoco.
Sul campo di battaglia, però, la situazione resta estremamente tesa. I miliziani di Hamas accusano l’esercito israeliano di aver condotto raid aerei sulla Striscia di Gaza che hanno colpito sfollati palestinesi, provocando la morte di almeno otto persone, tra cui cinque bambini. In risposta, la Mezzaluna Rossa palestinese ha denunciato un altro attacco, questa volta contro una squadra di ambulanze, che ha portato alla morte di 14 soccorritori palestinesi, uccisi dai colpi sparati dall’esercito israeliano.
Mentre le negoziazioni sembrano restare in sospeso, l’escalation sul terreno continua a rivelarsi devastante, con entrambe le parti che si accusano reciprocamente di violazioni dei diritti umani e attacchi indiscriminati contro civili. La comunità internazionale rimane in attesa di sviluppi, ma la proposta di Trump e la reazione di Hamas sono destinate ad alimentare ulteriormente le divisioni e la violenza nella regione.
