15 Luglio 2026, mercoledì
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Ucraina, il vertice UE: Orban l’unico a opporsi alla linea comune

Durante il Consiglio europeo, i leader dei 27 Stati membri hanno approvato un piano di difesa comune, ma solo Orban ha votato contro il sostegno all'Ucraina. Von der Leyen sottolinea il pericolo imminente per l'Europa.

Si è concluso con una netta divisione il vertice dell’Unione Europea sul sostegno all’Ucraina, con un’unica voce fuori dal coro: quella del primo ministro ungherese Viktor Orbán. Durante il Consiglio europeo, i leader dei 27 Stati membri hanno confermato il loro sostegno a Kiev, approvando le conclusioni che delineano le future azioni europee in risposta all’invasione russa. L’adesione al piano di difesa comune, che prevede un massiccio piano di riarmo da 800 miliardi di euro, è stata raggiunta con 26 voti favorevoli e un solo voto contrario, quello di Orban. Il governo ungherese ha infatti scelto di mantenere una posizione di distacco, rifiutando il piano che mira a rafforzare la sicurezza collettiva dell’Unione.

Il presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha ribadito la necessità di un’Europa pronta a difendersi, esprimendo preoccupazione per la crescente minaccia rappresentata dalla Russia. “L’Europa è in pericolo e deve difendersi”, ha affermato von der Leyen, facendo eco alla necessità di un’unione solida in grado di fronteggiare le sfide geopolitiche che si pongono all’orizzonte. La discussione ha visto un consenso quasi unanime sulla difesa comune, ma le divergenze persistono, in particolare quando si tratta della politica estera riguardante l’Ucraina.

In parallelo, arrivano nuove notizie dall’oltreoceano. Secondo quanto riferito dalla Reuters, l’amministrazione Biden starebbe pianificando di revocare lo status legale temporaneo a circa 240.000 ucraini che hanno trovato rifugio negli Stati Uniti a seguito del conflitto con la Russia. Questa decisione, se confermata, potrebbe portare alla loro espulsione, suscitando preoccupazioni tra i rifugiati e le organizzazioni per i diritti umani. Tuttavia, la Casa Bianca ha prontamente smentito le voci, dichiarando che “al momento non è stata presa alcuna decisione ufficiale”.

Il Consiglio europeo ha quindi confermato la sua linea di sostegno a Kiev, ma le differenze tra i vari Stati membri, come dimostra la posizione ungherese, riflettono le difficoltà politiche interne all’Unione nel trovare una posizione condivisa su come affrontare la crisi ucraina e, più in generale, le implicazioni del conflitto per la sicurezza e la stabilità dell’Europa.

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