29 Giugno 2026, lunedì
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Trentino: Il Tar Sospende l’Abbattimento dell’Orsa Jj4, Fugatti Annuncia la Richiesta di Revoca

La decisione del Tar di Trento ferma l’ordinanza di abbattimento dell’orsa Jj4. La Lega Anti Vivisezione propone il trasferimento in un rifugio sicuro, ma la provincia non molla: richiesta di revoca del provvedimento in arrivo.

Una nuova svolta nella vicenda che ha avuto come protagonista l’orsa Jj4, l’animale coinvolto nella tragica morte del runner Andrea Papi nei boschi di Caldes, in Trentino. Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) di Trento ha deciso di sospendere l’ordinanza di abbattimento emessa dall’amministrazione provinciale il 8 aprile, che aveva previsto l’eliminazione dell’orsa. La decisione arriva a seguito del ricorso presentato dall’associazione LAV (Lega Anti Vivisezione), che aveva contestato il provvedimento, proponendo una soluzione alternativa: il trasferimento dell’orsa in un rifugio sicuro e lontano da centri abitati.

Il drammatico incidente che ha visto la morte del runner, ucciso dall’orsa nei boschi trentini, aveva innescato un acceso dibattito tra la necessità di tutelare la sicurezza delle persone e il diritto alla protezione della fauna selvatica. L’orsa Jj4, che nel 2020 era già stata coinvolta in un altro episodio di aggressione ai danni di una famiglia, aveva subito il destino di essere messa nel mirino delle autorità provinciali.

L’associazione LAV, da sempre in prima linea per la difesa degli animali e contro l’abattimento degli orsi, aveva fin da subito sollevato forti obiezioni contro l’ordinanza di abbattimento. In una serie di azioni legali, la LAV aveva sollecitato il trasferimento dell’orsa in un ambiente protetto dove l’animale potesse vivere senza minaccia per l’uomo. Il Tar, accogliendo le motivazioni dell’associazione, ha sospeso il decreto di abbattimento, riaprendo il dibattito sulla gestione degli orsi in Trentino e sulla sicurezza dei cittadini.

Il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, ha reagito con determinazione, dichiarando che la Giunta provinciale chiederà la revoca della sospensione del decreto. Fugatti ha sottolineato che l’intervento delle autorità è necessario per garantire la sicurezza della comunità, e che l’orsa Jj4 rappresenta un pericolo a causa della sua aggressività manifestata in più occasioni. “Chiederemo la revoca del decreto di sospensione e continueremo a fare il possibile per proteggere i nostri cittadini”, ha dichiarato il presidente.

Non è la prima volta che l’orso Jj4 finisce al centro di una controversia legale. Due anni fa, infatti, un altro provvedimento di abbattimento, legato a un’aggressione nei confronti di una famiglia, venne annullato dal Tar. La vicenda di oggi, che coinvolge anche il tragico decesso di un uomo, non solo mette in evidenza le difficoltà legate alla gestione della fauna selvatica in Trentino, ma solleva anche interrogativi sulla convivenza tra uomo e natura, soprattutto in contesti montani dove il rischio di incontri tra orsi e esseri umani è maggiore.

Il futuro di Jj4, così come la gestione degli orsi in Trentino, resta ora nelle mani delle istituzioni e della giustizia. Mentre la LAV propone soluzioni alternative per il trasferimento degli animali in luoghi sicuri, le autorità locali sembrano determinati a mantenere fermo il loro impegno per la sicurezza pubblica. La vicenda, che continua a dividere l’opinione pubblica, ha portato anche ad una riflessione più ampia sulla gestione degli ecosistemi e sull’importanza di conciliare la tutela dell’ambiente con le esigenze di sicurezza dei cittadini.

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