Dopo quasi un decennio di promesse e dichiarazioni ottimistiche, la verità viene finalmente a galla: il prolungamento della linea metropolitana M3 fino a Paullo non si farà mai. Forse, e sottolineiamo forse, la linea gialla si fermerà a Peschiera Borromeo, ma al momento non esistono certezze nemmeno su questo. A confermarlo è stato l’Assessore regionale ai Trasporti, Franco Lucente, durante un’audizione in V Commissione regionale Territorio, Infrastrutture e Mobilità.
La rivelazione ha messo fine a un decennio di propaganda elettorale che aveva alimentato speranze nel territorio. Nicola Di Marco, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Lombardia, non ha esitato a puntare il dito contro l’Assessore, sottolineando il nervosismo e l’imbarazzo con cui Lucente ha dovuto ammettere l’impasse del progetto. L’analisi costi-benefici negativa, che già da anni era nota agli addetti ai lavori, è stata la giustificazione ufficiale per l’abbandono definitivo del prolungamento fino a Paullo. Un dettaglio non da poco, considerando che lo stesso Lucente, nel corso del tempo, aveva più volte ribadito il proprio impegno per realizzare l’opera.
Una tratta inutile? Il prolungamento parziale e le sue criticità
Il nuovo scenario prevede che la M3 venga estesa solo di pochi chilometri, da San Donato Milanese a Peschiera Borromeo. Un tratto talmente breve da spostare i problemi di traffico di appena qualche centinaio di metri, senza intercettare il vero bacino d’utenza che include le province di Lodi e Cremona. In altre parole, una soluzione tampone che non risolve le criticità strutturali della mobilità nella zona est della Lombardia.
Ma non è finita qui. Alla richiesta di fornire dettagli su costi, coperture economiche e tempistiche dell’opera, Lucente non ha saputo dare risposte concrete. Un’ulteriore dimostrazione dell’incertezza che avvolge l’intero progetto e della mancanza di una pianificazione solida da parte della Regione.
Un territorio tradito: la rabbia dei cittadini
L’amarezza e la delusione sono palpabili, soprattutto tra i cittadini che da trent’anni aspettano un collegamento metropolitano adeguato alle loro esigenze. Dopo aver creduto alle promesse di Lucente, inizialmente come consigliere regionale e poi come Assessore, ora si trovano di fronte a un’amara realtà: nessun prolungamento della metro e nessuna alternativa efficace per ridurre il traffico e migliorare la qualità dell’aria.
La beffa diventa ancora più grande se si pensa all’accordo di programma legato alla TEEM (Tangenziale Est Esterna di Milano), che prevedeva esplicitamente il prolungamento della M3. Non solo l’opera non vedrà mai la luce, ma i cittadini dovranno continuare a dipendere dall’auto per i loro spostamenti quotidiani, con tutto ciò che ne consegue in termini di inquinamento e qualità della vita.
“Non ci resta che prendere atto di questa ennesima presa in giro e continuare a lottare per un trasporto pubblico degno di questo nome” ha concluso Di Marco, ribadendo la necessità di una mobilità realmente sostenibile e accessibile per tutti.
