Nel Giorno del Ricordo, l’Italia si ferma per onorare le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata, una tragedia che per troppo tempo è stata soffocata dal peso delle ideologie e dall’omertà politica. Una verità scomoda, negata o minimizzata per decenni, ma mai cancellata dai cuori di chi ha vissuto sulla propria pelle l’orrore delle persecuzioni, delle esecuzioni di massa e dello sradicamento forzato dalla propria terra.
A rinnovare l’importanza di questa memoria, la voce di Chiara Appendino (M5S), che denuncia con fermezza il tentativo di insabbiare la storia per motivi ideologici: “Oggi ricordiamo le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata, un dramma che ha segnato profondamente un’intera popolazione. L’ideologia ha cercato di soffocare la verità, ma i ricordi e le testimonianze dei sopravvissuti hanno tenuto viva questa ferita. Parliamo di uccisioni di massa e della sofferenza di migliaia di uomini, donne e bambini costretti a lasciare la loro casa. Cercare di oltraggiare questo ricordo, come avvenuto a Torino con la vandalizzazione della targa in memoria degli esuli, è un gesto spregevole e intriso di ignoranza”.
Parole che trovano eco nelle dichiarazioni di Edmondo Cirielli, Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che sottolinea l’importanza di non dimenticare: “Nel Giorno del Ricordo onoriamo i Martiri delle Foibe e gli esuli giuliano-dalmati, vittime del terrore scatenato dal regime di Tito con la complicità dei partigiani comunisti italiani su ordine di Palmiro Togliatti, al servizio dell’Unione Sovietica. Questa giornata sia un monito costante, affinché la tragedia che ha colpito tanti nostri connazionali non cada mai nell’oblio”.
La memoria non può essere selettiva, né piegata a convenienze ideologiche. Il genocidio di migliaia di italiani, assassinati e gettati nelle foibe, non può essere negato o minimizzato, così come non possono essere dimenticate le sofferenze di chi fu costretto all’esilio, perdendo tutto ciò che aveva. Il negazionismo e il silenzio colpevole di una certa parte politica hanno per troppo tempo infangato il ricordo di queste vittime innocenti, la cui unica colpa è stata quella di voler rimanere italiani.
Oggi, più che mai, il Giorno del Ricordo deve essere un’occasione di riflessione collettiva, per riscoprire la verità storica, rendere giustizia alle vittime e riaffermare il valore della memoria come fondamento della nostra identità nazionale.
