3 Luglio 2026, venerdì
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Cina vs USA: nuova battaglia commerciale sui dazi, Pechino porta Washington davanti al WTO

La Cina contesta l'aumento del 10% sui dazi imposti dagli Stati Uniti su tutte le importazioni di prodotti cinesi. Pechino si rivolge al WTO, denunciando un abuso delle regole del commercio internazionale.

A cura di Ella Ayoub

La Cina ha ufficialmente presentato un reclamo all’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) per contrastare il nuovo incremento tariffario deciso dagli Stati Uniti sulle importazioni cinesi. Il provvedimento, voluto dall’ex presidente Donald Trump, tornato alla guida della Casa Bianca, prevede un aumento generalizzato del 10% sulle merci provenienti dalla Cina, colpendo settori chiave come tecnologia, elettronica, beni di consumo e industria manifatturiera.

Attraverso un comunicato ufficiale, il ministero del Commercio cinese ha dichiarato che Pechino sta agendo “per difendere i suoi legittimi diritti e interessi”, accusando Washington di adottare politiche commerciali unilaterali e punitive, in violazione dei principi del libero scambio.

Un reclamo formale al WTO

La Cina ha deciso di rivolgersi al meccanismo di risoluzione delle controversie del WTO con tre obiettivi principali:

  • Contestare la legittimità delle nuove tariffe imposte dagli USA, giudicate non conformi alle regole internazionali;
  • Dimostrare il carattere unilaterale delle misure statunitensi, ritenute un abuso delle norme commerciali globali;
  • Proteggere le proprie imprese da un impatto economico negativo, difendendo il commercio con i partner internazionali.

Un nuovo capitolo della guerra commerciale?

Questa mossa segna l’ennesimo capitolo delle tensioni economiche tra Pechino e Washington, che erano esplose con la guerra commerciale del 2018 sotto la prima amministrazione Trump. Se da un lato la Cina punta a far valere le proprie ragioni attraverso gli strumenti giuridici del WTO, dall’altro resta incerto l’atteggiamento che gli Stati Uniti adotteranno di fronte a un’eventuale decisione sfavorevole da parte dell’organizzazione.

Il rischio di una nuova escalation commerciale è concreto: un inasprimento della guerra dei dazi potrebbe non solo acuire le frizioni tra le due superpotenze, ma anche generare effetti a catena sull’economia globale, destabilizzando mercati e catene di approvvigionamento internazionali. La comunità economica internazionale resta dunque in attesa di sviluppi, mentre la sfida tra Pechino e Washington entra in una nuova fase di scontro sul piano commerciale e diplomatico.

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