A cura di Teresa Ombra
A partire dai primi giorni di febbraio, l’Unione Europea riprenderà la missione EUBAM Rafah, con il dispiegamento di forze internazionali al valico di Rafah, al confine meridionale della Striscia di Gaza, tra l’enclave palestinese e l’Egitto. L’annuncio è stato dato il 27 gennaio dall’Alta Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri, Kaja Kallas, al termine del Consiglio Affari Esteri tenutosi a Bruxelles. La missione, che ha come obiettivo principale il monitoraggio del valico e il facilitare il trasferimento di feriti e malati da Gaza per ricevere cure mediche, avrà luogo grazie al fragile cessate il fuoco attualmente in vigore nella regione.
Il progetto vedrà il coinvolgimento di contingenti militari provenienti da Italia, Francia e Spagna, ed è stato fortemente sostenuto da Israele, dall’Autorità Palestinese e dall’Egitto, riflettendo un ampio consenso regionale. Il Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha sottolineato l’importanza simbolica e operativa della missione, definendola un “passo verso la costruzione di una nuova fase di pace in Palestina” e una prova della presenza europea fondamentale in un momento cruciale.
Preparazione del Contingente e Obiettivi della Missione
I Carabinieri italiani, insieme alle forze francesi e spagnole, stanno completando l’addestramento presso la base militare di Vicenza. Nei prossimi giorni, partiranno con un aereo militare italiano per raggiungere la zona del valico, dove opereranno dalle 9 alle 17 con la priorità di garantire il transito giornaliero di circa 300 feriti e malati, insieme ai loro familiari. Il contingente europeo, composto da circa 20 operatori, avrà il compito di monitorare e garantire la sicurezza delle operazioni, facilitando il passaggio verso strutture sanitarie in Egitto o in altri paesi limitrofi.
La Storia della Missione EUBAM Rafah
La missione EUBAM Rafah fu avviata per la prima volta nel novembre 2005, subito dopo il ritiro unilaterale di Israele dalla Striscia di Gaza. L’obiettivo originale era garantire una supervisione imparziale del valico di Rafah, per monitorare il transito di persone e beni tra Gaza ed Egitto. Tra il 2005 e il 2007, la missione facilitò il passaggio di quasi 450.000 persone, contribuendo a promuovere un clima di fiducia tra Israele e l’Autorità Palestinese.
Tuttavia, dopo la presa di controllo di Rafah da parte di Hamas nel giugno 2007, la missione fu sospesa, costringendo il personale europeo a ritirarsi. Nonostante ciò, l’Unione Europea ha continuato a sostenere attività dietro le quinte, contribuendo al rafforzamento delle capacità delle autorità palestinesi in preparazione di una possibile ripresa futura della missione.
Il Ritorno della Missione e l’Impegno Europeo
Nel 2023, il Consiglio dell’Unione Europea ha deciso di estendere il mandato della missione fino al 30 giugno 2024, con un budget di 2,36 milioni di euro e la possibilità di ulteriori proroghe. L’invito di Israele, dell’Autorità Palestinese e dell’Egitto ha riaperto la strada alla ripresa della missione, con l’obiettivo di stabilizzare la regione e favorire una tregua duratura. Gli osservatori della missione non solo faciliteranno il transito dei feriti e dei malati, ma contribuiranno anche alla creazione di un clima di fiducia tra le parti coinvolte.
Questa iniziativa segna un passo significativo verso una nuova stagione di stabilità nella regione e rappresenta un impegno concreto dell’Europa per il rafforzamento della pace e della sicurezza in un’area martoriata dai conflitti.
