Di Daniele Cappa
A 45 anni dall’omicidio di Piersanti Mattarella, presidente della Regione Siciliana, nuove ombre si stagliano sull’inchiesta. Due nuovi indagati sono stati individuati, accusati di essere tra i possibili esecutori del delitto che, il 6 gennaio 1980, mise fine alla vita del politico democristiano, nonché fratello dell’attuale presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La notizia è emersa proprio a ridosso del 45esimo anniversario della tragedia, che ha segnato un capitolo oscuro della storia politica siciliana.
Secondo quanto riportato da La Repubblica, i due indagati sono persone con legami con la mafia, ma il loro coinvolgimento nel delitto è stato solo recentemente delineato grazie a nuovi riscontri e testimonianze. Piersanti Mattarella, allievo di Aldo Moro, fu ucciso in una fredda mattina di Epifania a Palermo, proprio mentre il fratello Sergio gli prestava soccorso, in un episodio che fece tremare l’Italia intera.
L’omicidio ha visto una lunga scia di indagini, depistaggi e false informazioni. I mandanti, i boss della Cupola di Cosa Nostra, sono stati condannati, ma inizialmente si era anche ipotizzato il coinvolgimento di esponenti del terrorismo nero. Tuttavia, quella pista si è sgonfiata con il tempo. Giovanni Falcone, che si occupò del caso, non aveva mai avuto dubbi sul fatto che dietro l’omicidio ci fosse la mano della mafia, sebbene avesse anche accennato a “grandi convergenze di interessi” che potevano spiegare la complessità dell’azione.
In un’audizione del 1990 alla Commissione antimafia, Falcone aveva sottolineato la natura mafiosa dell’omicidio, ma non escludeva che, insieme ai sicari di Cosa Nostra, potessero esserci stati “mandanti esterni” con altri interessi in gioco. Le indagini hanno continuato a essere intralciate da depistaggi e false piste, ma la procura di Palermo, sotto la guida del procuratore Maurizio de Lucia, ha recentemente raccolto nuovi elementi che potrebbero portare a un nuovo processo. L’inchiesta, ancora coperta dal massimo riserbo, sembra aver fatto un passo decisivo nel chiarire il coinvolgimento diretto dei nuovi indagati.
Il delitto di Piersanti Mattarella, purtroppo, non è solo una tragedia familiare, ma un episodio che ha segnato la fine di una stagione politica siciliana che cercava di rompere con l’illegalità e il potere delle cosche. A distanza di oltre quattro decenni, la verità sembra ancora lontana, ma le nuove rivelazioni potrebbero finalmente fare luce su uno dei crimini più emblematici della storia recente d’Italia.
