3 Agosto 2026, lunedì
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“Marina Ripa di Meana: Oltre il personaggio”

Un incontro con la regina dei salotti e l'esplosiva donna che si cela dietro l'immagine di ferro.

Di Daniele Cappa

Ci sono poche persone al mondo che, da vive, possono vantare di essere interpretate in film tratti dalle proprie autobiografie. Altrettanto rare sono quelle che, pur essendo tanto geni quanto “buoni a nulla” a tutto tondo, riescono a compensarsi, diventando straordinarie. Assolutamente eccezionali.

Era estate e fui invitato da un grande designer della moda a un party nel giardino della sua villa. Tra gli ospiti c’erano starlette e star, imprenditori e playboy. Eravamo alla fine degli anni ’90. Tra tutti gli ospiti fotocopia, con look simili, notai una figura che spiccava, proprio come la regina Elisabetta: lei, avvolta in un tailleur giallo canarino. Conoscendo il suo carattere spontaneo ed esplosivo, temevo di avvicinarmi, ma il desiderio di conoscerla e intervistarla era troppo forte.

Volevo mostrarle il vero “io” di questo personaggio sempre sopra le righe. Decisi di rompere il ghiaccio con le sue stesse armi.

Aveva in mano un piattino di carta con un paio di tartine. Camminava in avanti, mentre io andavo nella direzione opposta. Quando ci trovammo fianco a fianco, le dissi: “Buonasera, complimenti per il tailleur”. Lei mi sorrise e rispose: “Grazie! Le piace?” Risposi: “Molto. Ha fatto bene a metterlo, prima o poi tornerà di moda”, e sorrisi. Impagabile la sua espressione: per un attimo temetti di essere preso a pugni o che le tartine mi finissero in viso, ma invece, con un sorriso, mi disse solo: “Complimenti! Ma si ricordi, il premio vipera è mio anche quest’anno”. E si allontanò. Risi per molti minuti. Ero felice.

Durante la serata ci incontrammo molte volte, parlammo serenamente e mi diede i suoi tre recapiti: casa a Roma, casa al mare e cellulare. Passarono pochi giorni e finalmente potetti intervistarla, nella splendida cornice di Piazza di Spagna.

Volevo tirare fuori la donna, non il personaggio. Nobile per acquisizione, regina dei salotti, imprenditrice di sé stessa: eclettica, sofisticata, intrigante e colta. Per i paparazzi e i giornalisti troppo invadenti, era un pericolo: menava come uno scaricatore di porto, ma con la borsa di Hermes, e tirava calci come una cavalla selvaggia. Ma a tutti noi piaceva così.

Chi era davvero Marina Ripa di Meana? Com’era questa donna che, dietro a un’immagine di ferro e talvolta “folle”, nascondeva un’anima sensibile?

L’intervista volle farla come un’amica, informalmente  dandoci del tu.

Chi è Marina Ripa di Meana?

Marina è una persona sregolata, irascibile, con furie incontenibili, ma sincera, leale e vera!

Nella tua vita hai fatto migliaia di cose…

Si, ho scritto libri, ho fatto la giornalista, la stilista e l’attrice, sempre divertendomi molto.

Parlami del tuo esordio da stilista

È nato tutto come un gioco e, onestamente, ho avuto anche ottimi incontri. Ho disegnato moda per 25 anni; poi ho smesso per diversi motivi. Mi impegnava sempre di più e stava diventando un vero e proprio lavoro a tempo pieno. In quel periodo volevo fare tante cose, così ho deciso di mollare. Ora sono solo una consumatrice.

Hai un designer o sarto preferito?

No! Non sono fedele ad uno in particolare. Acquisto ciò che mi piace e mi diverto ad assemblare e sovrapporre i capi. Mi piacerebbe molto che un bravo stilista mi regalasse i capi e che riuscisse a vestirmi in modo simpatico, adatto al personaggio e alla donna Marina Ripa di Meana.

Marina personaggio e Marina donna…

Il personaggio è tale con tutte le sue sfuriate, i lustrini, i gossip, la gente “bene”, i salotti… è comunque un personaggio che diverte. La donna ha le sue debolezze, i suoi misteri, i suoi sorrisi, le sue lacrime… è donna.

Quanto costa essere personaggio?

Costa di inventiva, costa in rischi… costa… si! Costa molto. L’importante è non prendersi troppo sul serio.

C’è qualcosa che non hai ancora fatto e ti piacerebbe fare?

Si, viaggiare in lungo e in largo intorno al mondo per imparare cose nuove. Considero viaggiare la migliore scuola. Io non sono una donna proiettata in avanti, non nel senso di chi guarda agli anni a venire, ma al giorno dopo.

Hai dei rimpianti?

Non ho tempo per i rimpianti. Il tempo passato è passato. Diciamo che ho nostalgie. Ho nostalgia della mia famiglia che si fa sentire ogni qualvolta che percorro i sentieri dei ricordi o quando vado nella casa al mare che era dei miei genitori e mi rivedo piccola.

Tu sei un’icona della comunità LGBTQI. Hai sempre avuto un buon rapporto con l’omosessualità?

Si… (sorride), la comunità LGBTQI è fantastica! Mi seguono e ci adoriamo a vicenda. Sono sensibili, capiscono e vedono il mondo in modo più raffinato, sono meno “rozzi” della media.

Politica, so che se ti dico due nomi coi quali recentemente hai avuto da dire? Rutelli e Amato …

Tirerei volentieri ad entrambe due sonori schiaffoni.

So che sei una grande collezionista…

Colleziono cappelli e scarpe. Ne ho un’infinità. Mi diverte molto acquistarli.

Un altro tuo amore sono i cani di razza Carlino…

Prugna e Mandarino che oramai non ci sono più. Ora ne ho quattro: Cipolla e Ravanello, poi Peperoncino e la sua fidanzata Susina. Sono adorabili!

Nell’armadio avevi decine e decine di pellicce ed erano tra le tue migliori amiche; ad un tratto te ne sei sbarazzata e ti sei rivoltata contro coloro che ne fanno uso, diventando di fatto l’animalista più sfegatata. Una volta per tutte ci spieghi il motivo che ti ha condotto a questa solenne decisione?

Nella vita di ognuno di noi si fanno tante cose a volte giuste e altre sbagliate. All’inizio ero accecata dal consumismo e dallo status symbol che, alcune cose rappresentano.

Sai, la vanità ti porta a fare cose non proprio morali. Avere un marito che è stato ministro dell’ambiente e aver visto le torture di questi poveri animali vengono sottoposti, ti fanno riflettere e mi hanno spinto a prendere una posizione. Abbiamo a disposizione cappotti di lana, tessuti di vario tipo, anche pregiatissimi sui quali sfogare il nostro narcisismo. Non concepisco perché dobbiamo macchiarci del sangue di povere creature solo per il gusto per portare il loro pelo come un trofeo senza eguali.

Se non avessimo niente saremmo obbligati ma con tutto quello che abbiamo a disposizione, non credi che possiamo evitare queste uccisioni?

…..

Marina Ripa di Meana morì in Roma il 5 gennaio 2018

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