A cura di Daniele Cappa
Quattro colpi di pistola contro la vetrina della segreteria di Angelo Cambiano, deputato regionale del Movimento Cinque Stelle ed ex sindaco di Licata, hanno scosso la tranquilla cittadina siciliana. L’episodio, avvenuto nella serata di ieri, sembra l’ennesima intimidazione ai danni di Cambiano, noto per il suo impegno contro l’abusivismo edilizio e la criminalità organizzata.
Le indagini sono già in corso, con la polizia del commissariato di Licata, la squadra mobile e la scientifica al lavoro per raccogliere elementi utili. Sono stati sequestrati i proiettili esplosi, ma al momento non si escludono altre piste investigative legate al passato del politico.
Angelo Cambiano, 43 anni, già nel 2017 aveva dovuto fare i conti con un episodio traumatico quando la sua casa di campagna fu incendiata, e da allora non ha mai smesso di essere un obiettivo per chi vuole fermare la sua battaglia per la legalità. Nel 2017, inoltre, aveva subito un’umiliazione politica, venendo sfiduciato dal Consiglio comunale di Licata dopo aver portato avanti un rigoroso contrasto all’abusivismo edilizio che coinvolgeva anche le élite locali.
L’ennesimo attacco non ha lasciato indifferente l’opinione pubblica. I deputati siciliani del Movimento 5 Stelle, infatti, hanno espresso piena solidarietà a Cambiano, definendo il gesto come un “vile e esecrabile attacco” a un collega che ha già pagato un prezzo molto alto per il suo impegno civile. “Siamo tutti vicinissimi ad Angelo – hanno dichiarato i deputati grillini – e condanniamo fermamente questa violenza contro un uomo che ha sempre messo al centro della sua azione politica la lotta per la legalità”.
La solidarietà arriva anche dalle file del Partito Democratico. Michele Catanzaro, capogruppo del PD all’Assemblea Regionale Siciliana, ha parlato di un “atto grave” che richiede un’indagine approfondita. “Non possiamo tollerare che qualcuno pensi di fermare con la violenza chi lotta per il bene della comunità. Angeli Cambiano ha sempre risposto con forza e determinazione alle intimidazioni, e questo episodio non farà che rafforzare la sua determinazione”, ha dichiarato.
Anche Giuseppe Antoci, europarlamentare del M5S e presidente dell’associazione Antimafia, ha voluto ribadire la fermezza di Cambiano. “Non è certo la violenza a fermare Angelo Cambiano. Lo Stato non può e non deve lasciare impunito un simile attacco. Ancora una volta, la forza della legge dovrà rispondere con altrettanta fermezza.”
La vicenda di Cambiano si inserisce in un contesto più ampio di minacce e intimidazioni che hanno colpito nel corso degli anni diversi amministratori locali in Sicilia. Mentre la politica regionale si mobilita, la speranza è che le forze dell’ordine possano risalire agli autori di questo ennesimo atto di violenza, restituendo sicurezza a chi, come Cambiano, lotta ogni giorno per un futuro migliore per la sua terra.
