15 Luglio 2024, lunedì
HomeL'OpinioneIntervista a Lupo e Giovannelly: Dietro le quinte di "BLOCCAMI!" e il...

Intervista a Lupo e Giovannelly: Dietro le quinte di “BLOCCAMI!” e il loro processo creativo

A cura di Ionela Polinciuc

Per la nostra ultima intervista, abbiamo avuto il piacere di conversare con Lupo e Giovannelly, i talentuosi artisti dietro il recente singolo “BLOCCAMI!”. In questa chiacchierata, esploriamo le ispirazioni dietro la loro musica, il processo creativo e le sfide incontrate nel corso della loro carriera. “BLOCCAMI!” affronta temi rilevanti con una combinazione di ironia e satira, mettendo in luce il servilismo e la trasformazione di sé per ottenere vantaggi personali. Attraverso la loro musica, Lupo e Giovannelly offrono una critica pungente e riflessiva sulla società contemporanea.

“BLOCCAMI!” è il vostro ultimo singolo. Qual è stata l’ispirazione principale dietro questa canzone?

Non penso ci sia stata una vera e propria ispirazione. Per quanto mi riguarda ho sentito la base proposta da Giovannelly e ho seguito il mood, mi son lasciato prender la mano.

Il brano affronta temi come il servilismo e il cambiamento di sé per ottenere vantaggi personali. Quali esperienze personali o osservazioni vi hanno portato a esplorare queste tematiche?

Per fortuna, non ci siamo mai trovati a dover cambiare per qualcun altro, che si parli di estetica, di modi di vivere o men che meno… anima. Dentro “BLOCCAMI!” c’è un’analisi da spettatore, da uomo che guarda. Nella nostra epoca quasi nulla ci è ignoto e quasi tutto è di dominio pubblico rendendo difficile definire quando purtroppo e quando per fortuna.

La mia è solo una critica ironica (ma non troppo) riguardo un argomento che tutti noi ben conosciamo e che mi è a cuore dal punto di vista etico.

Musicalmente, “BLOCCAMI!” combina influenze indie e pop italiano. Come avete lavorato per creare questo mix di sonorità classiche e moderne?

Ci piace partire da un’idea iniziale scarna, spesso esclusivamente musicale. A quel punto intervengo io (Lupo) che provo a sgrezzarla dando banalmente dei pareri di gusto personale e a poggiarmici con dei testi, ritmiche, magari anche atipiche per il genere scelto.

Probabilmente è proprio il nostro voler metter ognuno la sua parte, il suo stile e gusto musicale, a farne uscir fuori un qualcosa di coeso e, al tempo stesso, particolare.

La produzione del brano vede la collaborazione con Alessandro Giovannelli, Luca Scarfidi e Mattia Micalich. Com’è stata questa esperienza di produzione?

E’ stata un’esperienza al limite del perfetto. Oltre ad esserci divertiti davvero molto, cosa essenziale durante la realizzazione di un progetto del genere, abbiamo creato col tempo un feeling più solido e, proprio grazie all’esperienza di Luca e Mattia, son riuscito a migliorare tecnicamente. Non nego che continuerei a lavorarci con grande piacere, siamo 4 menti abbastanza diverse l’una dall’altra, ma lavoriamo in maniera molto naturale insieme.

Il videoclip di “BLOCCAMI!” è stato prodotto da 27 Entertainment. Potete raccontarci qualche aneddoto interessante riguardo alla realizzazione del video?

Aneddoto divertente può esser sicuramente che è stato girato al 90% a casa della nonna di Lupo (occupata abusivamente per una giornata!). Il resto agli studi della Planet, in cui… ecco che mentre stavamo girando la scena iniziale con me nudo, è entrato un regista nello studio dove stavamo lavorando avvertendoci che avevamo finito il tempo… decisamente imbarazzante.

I ragazzi di 27 poi sono tutti amici, esperienza breve ma molto intensa lo shooting del video, ma siamo rimasti soddisfatti.

L’ironia e la satira sono elementi centrali della vostra musica. Come riuscite a mantenere un equilibrio tra intrattenimento e messaggio sociale nei vostri brani?

Credo che ironia e satira possano esser sempre presenti se nelle giuste dosi. In questo caso diciamo che han preso un pelo di più il sopravvento. Ma i prossimi brani non è detto seguano la stessa linea, anche perché ci piace variare molto anche di mood, generi, e tentare sempre di capire in che modo sia meglio trattare determinati argomenti

Come descrivereste il vostro processo creativo? Lavorate prima sulla musica o sui testi?

Per ora quasi sempre prima alla musica. Anche se spesso magari Lupo scrive dei testi, delle bozze o anche solo delle rime o dei concetti che vorrebbe adoperare, da cui poi traiamo delle idee anche per la parte musicale. Non abbiamo un modus operandi preciso, ed essendo di fatto entrambi due persone che han studiato nel loro piccolo musica, sappiamo bene come spiegarci e muoverci.

Il pubblico e i media spesso parlano della vostra freschezza e del vostro stile unico. Come vi sentite riguardo a queste descrizioni? Vi rappresentano davvero?

Sono felice si pensi questo, ma sono una persona molto autocritica. Sono consapevole di aver fatto dei passi in avanti col tempo ma so bene anche che abbiamo ancora tanta strada da fare.  Avremo modo di sperimentare musicalmente e trovare uno stile sempre più unico.

Quali sono le principali sfide che avete incontrato nella vostra carriera musicale e come le avete superate?

Probabilmente la sfida più grande è stata quella di “continuare”. Sono anni che entrambi, anche in situazioni diverse, abbiamo lavorato sulla  nostra musica, spesso senza veder l’ombra di un risultato. Di questi tempi si ha la sensazione che ci sia tanta attenzione per quest’ultimo e così, spesso, ci si lascia andare quando non arriva subito. Credo che l’accettare il proprio percorso e non mollare sia stato molto difficile.

Quali artisti o band vi hanno maggiormente influenzato nel corso degli anni?

Io ascolto moltissima musica, soprattutto italiana, ma mi viene difficile dire “mi ispiro a qualcuno” . Spesso, per ridere, dico che mi ispiro a Giovannelly, per ora mi sembra la risposta più onesta e sensata che possa dare.

Cosa possono aspettarsi i vostri fan dal prossimo futuro? Avete nuovi progetti o collaborazioni in programma?

Ci stiamo lavorando su. Sicuramente abbiamo molta voglia di suonare, soprattutto live. Vorremmo riuscir a riunire col tempo tutte quelle realtà che stanno nascendo a Roma, per quanto possibile. Avendo poi un ep e un album in lavorazione non nego potrebbero esserci anche in quest’ultimi delle collaborazioni con altri artisti, ma ancora non ne ho la certezza.

In che modo la città di Roma e la sua scena musicale hanno influenzato la vostra musica?

Roma è uno stato d’animo nonché uno stile di vita. Penso chiunque faccia arte non possa negare che in qualche maniera si sia fatto ispirare o sia stato influenzato da quest’ultima, nel bene o nel male.

Come vedete il panorama musicale italiano attuale e quale pensate sia il vostro ruolo all’interno di esso?

La scena italiana mi è sempre piaciuta, ancor di più negli ultimi 7 anni. Spero e credo potremmo diventare, io da cantante e Giovannelly da producer, quei tasselli in più imprevisti e imprevedibili. Entrambi siamo molto aperti dal punto di vista musicale e ci piace divertirci. Chi percepirà questa cosa, assicuro si divertirà con entrambi.

Il tema dell’autenticità è centrale in “BLOCCAMI!”. Quali consigli dareste a chi cerca di mantenere la propria autenticità in un mondo che spesso spinge al conformismo?

Non scrivere per piacere agli altri, scrivi ciò che davvero credi, sempre rispettando il pensiero dell’altro, anche se non ti appartiene. Non aver paura ad esprimerti ma impara a farlo correttamente. L’autenticità è un bene troppo grande: non ha prezzo.

Se doveste scegliere una canzone, vostra o di altri, che rappresenti al meglio il vostro messaggio artistico, quale sarebbe e perché?

Domanda difficile! Così su due piedi mi viene da dire “il testo che avrei voluto scrivere” di Caparezza. Che non è neanche la mia canzone preferita del suo enorme e incredibile repertorio, ma è quella che mi è venuta subito alla mente.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti