1 Febbraio 2023, mercoledì
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LO SPORT – UNA SCUOLA DI VITA

Articolo di Carla Cavicchini già pubblicato sulla rivista Beesness per gentile concessione del direttore Giovanni Bonani.


Intervistare Sinisa Mihajlovic durante la scorsa edizione del
“Premio fair Play Menarini” nella bella piazza di Castiglion Fiorentino,
fu tutto meno che facile, ‘grazie’ alla vera e propria ressa creatasi
nell’aver difronte l’allenatore del Bologna capace di conquistarsi tale
premio per la categoria “Sport e Salute.”
Facendoci posto tra l’invadenza di telecamere varie, nella
miriade di altri giornalisti, avanzammo verso l’intervista corale nel
mentre gli domandavano del “Fair Play” e, soprattutto, cosa rappresenta
per lui.
“ Beh…direi proprio che è una cosa molto bella ed
importante nel calcio nonché nella vita visto che non bisogna
puntare solamente all’aspetto economico. Questo perché lo sport già
da piccolo ti porta una formazione nell’aver rispetto verso compagni
ed avversari, insegnando disciplina, godere della vittoria, ma anche
saper perdere. Pertanto, indipendentemente da chi opera in maniera
professionale come me, ti fa crescere diventando una persona per
bene osservando regole importanti che ritrovi poi da adulto.
Personalmente ho avuto l’esempio di un amico con un figlio
quattordicenne, viziatissimo, che dopo aver giocato a calcio oggi, a
diciassette anni, è diventato uomo responsabile.”
Inevitabile domandargli all’unisono della malattia – leucemia
mieloide acuta – da lui sconfitta . In maniera pacata e serena, abbozza il
sorriso ricordando il periodo trascorso.
“Sono stato salvato dai medici, trovando tra l’altro
infermieri molto, molto gentili nei mie confronti nonostante talvolta,
fossi veramente insopportabile. Ho visto, sentito la passione che
mettevano nel loro operato offrendola tra l’altro, tutt’ora, in questa
era segnata dal “Covid.” Tutto questo, decisamente, senza
risparmiarsi, pertanto li ringrazierò sempre di cuore.”
Tra spinte ed avanzamenti, una voce si alza per domandargli chi
erano le persone a lui vicine.. in quei momenti non certamente facili.
“Quando ti capitano simili cose cerchi di trarre forza da chi
ti vuol bene, dagli amici e soprattutto dalla famiglia, moglie e figli
compresi. Ho ricevuto tantissimo affetto anche da persone che non
conoscevo…sì, anche molti bambini. Una bellissima dimostrazione
che mi ha spronato a non arrendermi, combattendo e vincendo.”
Una domanda al volo non me la risparmio domandando a Sinisa
Mihajlovic cosa ne pensa delle donne calciatrici.
“Direi proprio che sono brave, molto brave, dovrebbero
diventare professioniste in tale settore. Qualche mese fa, a Torino,
ho avuto modo d’osservare le ragazze della Juve e…che grinta!”
Tra occhiate infuocate generali, ‘oso’ chiedendo se possono

fare concorrenza ai signori maschietti. Sinisa ci pensa, ridacchia e…con
aria bonaria: “Francamente…debbono aspettare ancora un po’ di
tempo, tuttavia sono sulla buona strada.”
Mihajlovic dopo saluti vari, incalzato ancora da chi non
demorde – è prassi da parte della stampa – si avvicina alla piazza
aggiustandosi il berretto ‘cammello’ in tinta col completo che indossa.
Non gli danno pace mentre lui cortesemente firma autografi,
sottoponendosi alle consuete foto di rito. Un bambino gli chiede
qualcosa ricevendo un ottimo consiglio assieme ad una buona carezza.
“Usa anche la testa, ricorda, il calcio non è fatto di sole
gambe!”
Carla Cavicchini


BOX
Sinisa Mihajlovic. Ex- calciatore serbo con passaporto italiano ha svolto il
ruolo di centrocampista e difensore e attualmente è l’allenatore del Bologna,.
Nel 2020, la cittadina gli ha conferito la cittadinanza onoraria.
Un anno prima Sinisa annunciò di avere contratto una forma di leucemia
mieloide acuta, che lo ha costretto a quasi due anni di cure specifiche e ad
un trapianto, consentendogli tuttavia, oggi a 52 anni, di poter dire di aver
superato la malattia.
E’ ricordato per il suo potente sinistro, che tanta fama gli portò durante la sua
militanza nelle file della Stella Rossa. Il suo calcio piazzato, di cui è ritenuto
uno dei maggiori specialisti della sua generazione, diventò oggetto di studio
e venne calcolato che il ‘tiro’ raggiungeva la velocità massima di oltre 160 km
orari.
In Serie’ A’ , Mihajlovic ha realizzato 28 reti su punizione e, a ragione, si può
considerare uno dei più rappresentativi giocatore jugoslavi, nonché uno dei
migliori difensori nel panorama calcistico mondiale.
Noto ai più come ‘il sergente’ poiché si distingue per la severità con cui
sprona i propri giocatori a dare il meglio di sé, ma anche della fiducia che egli
riserva ai più giovani.
Con la Nazionale jugoslava ha preso parte al Mondiale del 1998 e agli
Europei 2000 , collezionando 63 presenze e 9 reti.
Nel 2012 ha svolto il ruolo di nuovo commissario tecnico della Serbia, che poi
ha lasciato l’anno successivo dopo 19 incontri ufficiali , per tornare in Italia ad
allenare la Sampdoria.
Dal febbraio del 1995 egli è legato ad Arianna Rapaccioni – romana ed ex
soubrette televisiva – con la quale ha avuto cinque figli: Viktorija, Virginia,
Miroslav, Dushan e Nicholas .
Il 16 giugno 2015 diventa il nuovo allenatore del Milan, sostituendo Filippo
Inzaghi.
Il 25 maggio 2016 viene ufficializzato come nuovo allenatore del Torino, per
poi far ritorno nel luglio 2019 al Bologna, e proprio durante la conferenza
stampa che annuncia il rinnovo contrattuale, comunica della la propria
malattia. Eppure, solamente dopo 44 giorni di ricovero, Mihajlovic, a
sorpresa, torna a sedersi in panchina nella gara di esordio di campionato
contro l’Hellas Verona.

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