8 Agosto 2022, lunedì
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Giù i cancelli. No alle privatizzazioni delle spiagge. Protestano comitati e cittadini a Napoli

a cura di Luigi Rubino

Ombrelloni, sedie a sdraio, qualche piccola piscina di gomma, persone in costume da bagno, con cappellini a visiera a protezione del sole ed ecco che piazza Municipio si può  trasformare anche in spiaggia pubblica.   Le scene preparate  quasi ad arte non sono quelle per una ripresa di un film , ma quelle giuste per dar vita ad una  manifestazione di protesta contro la privatizzazione delle spiagge alla quale hanno aderito cittadini e comitati tra cui il Coordinamento “Flegreo  Mare libero”  “ Gaiola Libera”, “Soluzione nazionale mare libero” “Rete metropolitana dei  beni comuni”  di Napoli, “Poteri al Popolo” e tante altre associazioni.

Attualmente sono soltanto il 10% le spiagge con accesso libero dal litorale di Napoli Est fino a Pozzuoli.  Troppo poco per soddisfare  le numerose richieste di famiglie meno abbienti alla ricerca di una spiaggia pubblica dove poter trascorrere l’estate senza dover pagare lautamente ingresso e servizi.

Un diritto costituzionale afferma che gli ultimi 5 metri e l’accesso al mare dovrebbero essere aperti a tutti. Invece tutto questo non viene mai applicato e ad approfittarne sono sempre i proprietari di ville, che a pochi metri dal mare, in mancanza di controllo delle autorità preposte,  riescono  ad allargare i loro possedimenti terreni.

 Chiediamo che siano rimossi  i veti che non consentono l’accesso per tutti  le famiglie  alle spiagge e soprattutto  la rimozione di cancelli privati che sorgono soprattutto lungo le discese a mare in via Posillipo  è una delle richieste dei tanti cittadini e posillipini a cui viene da tempo negato loro l’accesso al parco privato della discesa a mare “Sud Italia pochi metri da Villa Fattorusso,”  dove si accede solo per un permesso che viene rilasciato dai tanti proprietari della discesa.

Le concessioni eterne ai lidi  sono state  ritenute illegittime dalla Corte europea. Bisogna rivedere il meccanismo delle concessioni – ci ha detto  Andrea  del Coordinamento “ Flegreo Mare libero.”  C’è un’ulteriore privatizzazione esasperata della costa. Quel poco di spiaggia libera viene spesso presa d’assalto  ed è curata pochissimo dagli enti locali. Più delle volte  non ci sono docce, bagni, praticamente non ci sono servizi che dovrebbero essere garantiti dalle istituzioni locali.

“Per la soluzione – ci vorrà molto tempo, ma come tutte le cose, credo che si troverà prima o poi una soluzione per ridare il mare veramente ai napoletani  e soprattutto ai nostri figli.”  ha aggiunto  Gigi.

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