16 Maggio 2022, lunedì
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La guerra frena la crescita del settore terziario in Italia

Rallenta la crescita del settore terziario in Italia a marzo, condizionata dal calo delle commesse a seguito del conflitto in Ucraina. Bene invece in Eurozona, dove l’indice S&P Global sale a 55,6 a marzo da 55,5 di febbraio, ai massimi da quattro mesi. Crolla invece in Russia a 38,1 punti da 52,1 del mese precedente.

Nella zona euro le restrizioni anti Covid-19 sempre più ridotte hanno permesso di soddisfare i crescenti livelli di attività. A marzo la spinta principale all’espansione è stata fornita proprio dal settore terziario, dove la crescita è stata poco più alta mentre la produzione manifatturiera ha registrato un tasso di incremento più debole. Il forte rialzo si è registrato anche per i nuovi ordini, sebbene quelli esteri di marzo siano diminuiti a causa della guerra in Ucraina.

L’Indice destagionalizzato S&P Global Pmi della produzione Composita dell’Eurozona di marzo si posiziona invece su 54,9 dai 55,5 di febbraio. In Italia l’indice principale destagionalizzato S&P Global Pmi dei servizi si attesta a 52,1, contro 52,8 di febbraio. Il dato è oltre le stime che si attendevano 51,5.

“Gli ultimi dati Pmi hanno indicato a marzo un raffreddamento del vigore di crescita del terziario, con una riduzione del ritmo di espansione dei nuovi ordini totali dovuta all’ultimo calo delle commesse estere e all’attenuamento della domanda da parte dei clienti a causa della guerra in Ucraina“, spiega Lewis Cooper, Economist presso S&P Global.

“A fine primo trimestre, – aggiunge Cooper – la crescita del terziario è dunque rallentata e il più debole incremento del settore è coinciso con la più lenta espansione della produzione del manifatturiero. Le aziende italiane hanno inoltre registrato pressioni inflazionistiche più severe, con il tasso di inflazione dei costi che ha raggiunto un nuovo record di serie mentre i costi gestionali hanno sfiorato il picco segnando un ritmo di espansione quasi record”.

“Le aziende si stanno confrontando sia con l’indebolimento della domanda che con l’aumento dei prezzi che, combinati a previsioni future offuscate dalla guerra in Ucraina, hanno fortemente moderato l’ottimismo di marzo. Il livello di fiducia e’ sceso ai minimi in 16 mesi con le aziende che nutrono crescenti timori sulle prospettive economiche future”, conclude.

In Germania l’indice Pmi servizi sale a marzo a 56,1 da 55,8 di febbraio, oltre la stima di 55. L’indice composito scende da 55,6 a 55,1, contro una previsione di 54,6. Infine in Francia il Pmi servizi avanza a marzo a 57,4 da 55,5 di febbraio, in linea con le previsioni.  

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