24 Luglio 2021, sabato
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La Superlega è già finita. Serie A: Inter, è quasi fatta. Il Napoli umilia la Lazio

È tramontato nella notte il sogno della Super Lega europea. Dopo l’addio delle società inglesi, iniziato con il dietrofront del Manchester City a cui è seguito anche quello delle altre, questa mattina sono arrivate le parole del presidente della Juventus, Andrea Agnelli, rilasciate alla Reuters: “Voglio essere franco ed onesto, non penso che il progetto possa continuare con 5 o 6 squadre – ha spiegato il vicepresidente della Superlega -. Non parlerei tanto di dove è andato quel progetto, piuttosto del fatto che resto convinto della sua bellezza”. Il presidente della Juventus si è detto convinto “del valore che si sarebbe sviluppato a piramide, della creazione della più bella competizione al mondo”, per poi lasciare spazio a considerazioni sulla fine del progetto: “Evidentemente non sarà così, voglio dire che non credo che il progetto possa andare ancora avanti”. E ancora: “Credevo davvero che il progetto Superlega potesse cambiare il calcio in meglio, mi ero anche dimesso dalla presidenza dell’ECA. Ma visto quello che è successo ieri sera, avrò tempo per dedicarmi al 100% alla Juventus e lo farò con la passione di sempre. Non dirò qui quanti club mi hanno contattato in queste 24 ore per aderirvi – ha proseguito il presidente della Juventus – . Preferisco non fare nomi, certe cose dovrebbero restare personali, magari mentono ma sono stato contattato da un numero importante di club con l’intento di aderire. Abbiamo ricevuto tante minacce di estromissione dalle competizioni, ai giocatori dicevano che non avrebbero più potuto partecipare alle competizioni per Nazionali. Questo dovrebbe far capire qual è il loro atteggiamento”. In chiusura anche un riferimento al rapporto ormai deteriorato con il presidente della Uefa, Ceferin: “Ho viste tante relazioni cambiare nel tempo. Adesso sono certo che le persone saranno aperte al dialogo, a parlarsi l’una con l’altra. Però non credo che la nostra sia un’industria sincera, affidabile e credibile in generale”.

Nella trentaduesima giornata l’Inter, a + 10, vede lo scudetto vicinissimo. Il Milan cade in casa con il Sassuolo ma Ibra rinnova il contratto. In zona Champions vittorie per Juve e Napoli (5-2 sulla Lazio) e pari tra Roma e Atalanta. In zona retrocessione, colpo del Cagliari a Udine. Vince la Fiorentina e pareggiano Torino (a Bologna) e Benevento (in casa del Genoa)

SPEZIA-INTER 1-1

L’Inter non sfonda in casa dello Spezia ed è costretta al secondo pareggio di fila dopo quello con il Napoli. 1-1 il finale al Picco con le reti di Farias e Perisic: i nerazzurri guadagnano 1 punto in vetta salendo a +10 rispetto al Milan e avvicinandosi sempre di più alla conquista dello scudetto. 

L’equilibrio al Picco dura una dozzina di minuti, fin quando Farias piazza la zampata giusta per portare avanti i padroni di casa, mettendo subito in salita la gara dei nerazzurri. L’Inter però non ci sta e dopo tanti sforzi e qualche potenziale occasione creata, trova il pareggio al 39′ grazie al sigillo sotto porta di Perisic. Ad inizio ripresa la squadra di Conte sfiora il raddoppio con Lautaro, che calcia e trova la deviazione di Provedel salvato anche dal palo, poi Lukaku fallisce incredibilmente a tu per tu con lo stesso portiere bianconero. Nel finale l’Inter spinge a caccia dei 3 punti, ma riesce solamente ad assaporare il gusto della vittoria dopo i due gol annullati a Lukaku e Lautaro per fuorigioco.

MILAN-SASSUOLO 1-2

Dopo la sconfitta (virtuale) per il progetto della Super League, il Milan subisce anche quella ben più dolorosa sul campo, superata 2-1 in casa dal Sassuolo caricato dalle parole al veleno della vigilia di mister De Zerbi contro il progetto Superlega. Pioli deve rinunciare nuovamente a Ibrahimovic, oltre che agli acciaccati Bennacer e Theo Hernandez ma recupera Calabria e Calhanoglu. E’ proprio quest’ultimo ripaga la fiducia segnando il gol che decide il primo tempo: il turco servito dentro l’area di sinistra, si accentra e fa partire un destro millimetrico a giro che si infila tra Consigli e il secondo palo. 

Nella ripresa De Zerbi decide al 66′ di cambiare tutto: fuori Djuricic, Muldur e Defrel, dentro Traorè, Toljan e Raspadori. Proprio il nuovo entrato diventa il protagonista della serata e il killer del Diavolo: al 77′ l’attaccante azzurro passa in area sulla destra a Toljan che calcia trovando la deviazione di Dalot. Sul pallone vagante al limite dell’area piccola Raspadori è il più lesto e infila Donnarumma per l’1-1. Passano meno di 10 minuti e all’84′ ancora il 21enne emiliano servito da Berardi agli 11 metri fa fuori Tomori e con un tiro in diagonale di destro prende il palo interno ed entra in rete. Unica buona notizia per i rossoneri arriva dal rinnovo fino al 2022 di Ibrahimovic che dichiara: “Il Milan è casa mia, starei qui tutta la vita”

JUVENTUS-PARMA 3-1

Dopo il ko di Bergamo la Juventus torna a vincere allo Stadium 3-1 contro il Parma riprendendo il cammino per un posto in Champions League. Al gol iniziale degli emiliani con Brugman al 25′ replica Alex Sandro al 43′. E’ sempre il brasiliano al 46′ di testa a firmare la rete del vantaggio bianconero, al 68′ in gol De Ligt. In classifica i bianconeri salgono a 64 punti, due in meno del Milan secondo. Sempre più complicata la situazione per il Parma penultimo in classifica con 20 punti. 

La vittoria, soprattutto, giunge per la Vecchia Signora dopo giorni di grandi polemiche e tensioni per via della questione SuperLega. Forse è anche per questo (e per il sollievo, per aver conquistato punti-chiave) che Alex Sandro a fine partita ha detto: “E’ stata una vittoria importantissima”. Anche se poi aggiunge: “La SuperLega? Per noi giocatori non è cambiato niente. Avevamo in testa soltanto la partita col Parma”.

NAPOLI-LAZIO 5-2

Dietro l’Inter ci sono 4 squadre in 3 punti. La quarta è il Napoli, che ha stangato la Lazio 5-2. I biancocelesti guidati da Farris (Tare ha ripetuto che Inzaghi, guarito dal Covid, si troverà servito il rinnovo) subiscono nel primo tempo la veemenza del Napoli. Soprattutto nel primo quarto d’ora, quando gli uomini di Gattuso centrano l’1-0 su rigore con Insigne al 7’ (penalty concesso grazie al Var che ha rilevato un colpo di Milinkovic-Savic al volto di Manolas) e raddoppiano 5’ dopo con Politano. La reazione rabbiosa della Lazio si concretizza al 19’ con un palo di Correa, ma la frazione si chiude comunque con un pesante svantaggio. La ripresa ricomincia con un Napoli all’attacco. E al 53’, con un delizioso pallonetto dal limite, Insigne centra il 3-0. È solo la premessa ad un’altro capolavoro: al 65’, imbeccato da Zielinski, Mertens, al volo, indovina il 4-0. Al 70’ accorcia Immobile, 5’ ri-accorcia Milinkovic su punizione: 2-4. Partita riaperta? Osimhen, all’80’, la richiude sul 5-2.

ROMA-ATALANTA 1-1

Roma e Atalanta si sono divise la posta. Ma se un punto è utile ai bergamaschi per restare in alto, in piena zona Champions e a un passo dal 2° posto, per i giallorossi è quasi inservibile.

Dunque è finita 1-1 all’Olimpico, nel primo dei due posticipi di ieri sera. Al vantaggio nerazzurro, arrivato al 26′ con Malinovskyi, ha risposto Cristante, l’ex di turno, al 75′, con un destro da fuori area che ha piegato le mani di Gollini. Una partita dai due volti, con i bergamaschi che hanno trovato il vantaggio e sfiorato più volte il raddoppio, poi al 69′ l’espulsione di Gosens ha cambiato volto al match, permettendo ai giallorossi (anche loro in 10 per l’espulsione di Ibañez all’85’, anche lui per somma di ammonizioni) di prendere coraggio, pareggiare e addirittura andare vicini alla vittoria in un paio di occasioni: al 36′ della ripresa, quando Dzeko, lanciato da Pellegrini, tira forte ma centrale, e al 43’, quando Karsdorp imbecca ancora Dzeko la cui girata di testa va però oltre la traversa.

Il commento di Fonseca a fine gara: “Non possiamo dimenticare che l’Atalanta ha vinto nove delle ultime dieci gare. Abbiamo deciso di rischiare pressando alto, non abbiamo lasciato l’Atalanta costruire ma abbiamo concesso a loro occasioni per fare gol. Non è facile giocare contro l’Atalanta ma la squadra ha mostrato personalità”.BOLOGNA-TORINO 1-1

Bologna e Torino non si fanno male al Dall’Ara, impattando sul punteggio di 1-1: al vantaggio emiliano di Barrow risponde il gran gol di Mandragora. Dopo la vittoria con la Roma la squadra di Nicola non riesce a ripetersi, tornando a casa con un solo punto comunque importante per la lotta salvezza, ma attenzione al Cagliari: vincendo a Udine si porta a -3 (al Torino manca comunque una partita da recuperare). Tanto equilibrio nelle prime battute di gara, rotto al 25′ dalla fiammata di Barrow, lanciato alla perfezione da Soriano e bravo a battere Milinkovic per l’1-0, proprio pochi istanti dopo un’occasione fallita da Belotti sull’altro fronte. Nella ripresa invece è Zaza ad avere sui piedi la palla del pareggio, ma è Bravo Skorupski a chiudergli la porta in faccia. Il portiere polacco però non può nulla poco più tardi sulla bordata di Mandragora, che pesca l’incrocio dei pali con un meraviglioso destro che vale l’1-1. Nel finale di gara più conviti i granata alla ricerca dei 3 punti, ma tutti gli sforzi sono vani. 

UDINESE-CAGLIARI 0-1

Un’altra vittoria, la seconda consecutiva. Un record, considerando che, prima della gara con il Parma, i sardi avevano raccolto i tre punti soltanto due volte su 23 occasioni (tra campionato e coppa). Una vittoria che profuma di salvezza anche se bisogna essere cauti, molto cauti. Il risultato, peraltro giusto, l’ha deciso la tecnologia. Il Cagliari, comunque, già al quinto aveva sfiorato il vantaggio: punizione di Marin, sinistro di Deiola intercettato da Pavoletti e palo che salvava Musso. Lo stesso portiere friulano, poco dopo, era reattivo su una botta da fuori di Marin. Al 37° il primo urlo isolano con Nainggolan che serve per Joao Pedro il cui sinistro supera Musso. Ci vogliono ben due minuti, le immagini vengono vivisezionate e si scopre che, a inizio azione, Marin aveva commesso fallo su Forestieri. Gol annullato, Primo tempo chiuso sullo 0-0.

Ma nella ripresa, il Var restituisce con gli interessi quanto tolto. Anche qui ci vogliono un paio di minuti per capire che il braccio di Pereyra sul colpo di testa di Carboni era degno di Tiramolla. Lo aveva visto chiunque in diretta, Guida no, Comunque è rigore: al 55° Joao Pedro la mette dentro, Musso la sfiora ma non ci arriva. La gara si fa spigolosa, Nainggolan rimedia un giallo per proteste ed è decisivo in scivolata su Pereyra. L’Udinese sfiora il gol in due circostanze. Al 64° Vicario ringrazia santi e montanti sul colpo di testa di Nestorovski e al 70° lo stesso numero trenta friulano si divora incredibilmente la rete del pari. Il trentunenne macedone, negli ultimi anni, ha avuto un’involuzione che neanche Darwin. I padroni di casa pressano ma non passano e dagli altri campi arrivano notizie confortanti. Il Parma perde con la Juve (dopo essere passato in vantaggio), Genoa e Benevento pareggiano e lo Spezia si fa raggiungere dall’Inter.

Nella prossima giornata il Cagliari ospiterà una Roma con testa al Manchester mentre l’Udinese affronterà, nel lunch match, il Benevento.  Non dipende solo dagli uomini di Semplici ma, continuando così la salvezza potrebbe non essere una chimera.

VERONA-FIORENTINA 1-2

Mentre in altri lidi si litiga e ci si accapiglia tra ricchi cercando di smontare in mille pezzi un pallone ormai sgonfio e preso a pedate senza alcun ritegno, sui campi di calcio si soffre e si tenta di rimanere aggrappati alla massima serie con le unghie e con i denti. È il caso della Fiorentina che martedì sera ha messo in cascina tre punti importantissimi per la corsa alla salvezza. Protagonista il solito Vlahovic, l’unico (almeno nel primo tempo) a suonare la sveglia. I viola sono stati messi sotto per 45 minuti dal Verona che, con Lasagna, ha sfiorato ripetutamente la rete del vantaggio. Clamorosa l’occasione al 19° quando Venuti ha salvato sulla linea su un colpo di testa dell’attaccante scaligero. Al 45°, quando anche l’arbitro aveva deciso di mandare le squadre negli spogliatoi senza alcun recupero, la sliding doors: cross di Venuti, velo di Ribery per Bonaventura che viene steso da Barak in piena area. È rigore che Vlahović trasforma di potenza. Nella ripresa cambia poco. Il Verona preme per pareggiare e il gol lo troverebbe anche se solo Faraoni non fosse in posizione irregolare: rete annullata e scampato pericolo per gli ospiti che, soffrendo molto, si trovano al 65° in doppio vantaggio. Sugli sviluppi di una punizione di Biraghi, Caceres insacca. I veneti rientrano in partita al 72° quando Eddie Salcedo batte Dragowski. Ma nei venti minuti finali accade poco e la Fiorentina al 94° potrebbe addirittura siglare il terzo gol. La conclusione di Martinez Quarta è però da cancellare. Finisce 1-2 con i viola a 33 punti e con il Verona che, pur continuando a perdere, resta a 41. Non c’è SuperLega che tenga, tenetevi il miliardo (tanto per citare Cristiano Lucarelli che ha appena riportato la Ternana in B con un campionato da record). È molto meglio soffrire così, partita per partita. Ma forse i viola vorrebbero essere un tantino più tranquilli…

Nelle altre due gare la Sampdoria condanna, quasi aritmeticamente, il Crotone vincendo in trasferta per 1-0 (decide il solito Quagliarella al 53°) mentre Genoa e Benevento pareggiano 2-2 in un pirotecnico primo tempo. Un rigore di Viola porta avanti i campani al 5°, Pandev pareggia all’11°, Lapadula firma l’1-2 al 15° e ancora il macedone sigla la sua doppietta al 21°

PIERLUIGI CANDOTTI

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