29 Luglio 2021, giovedì
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MARCO INFANTE: “Mi vedo come un dispensatore di piccoli momenti di felicità”

Tradizione e innovazione, passione e talento, spirito imprenditoriale e pensiero
creativo, allegria e semplicità : in un solo nome MARCO INFANTE.
Marco è titolare insieme a suo fratello Fabio, di CASA INFANTE: la gelateria
partenopea che consente ai clienti di vivere un’avventura di gusto indimenticabile!
Una passione che gli scorre nelle vene e una determinazione che in pochi anni li ha
portati ad aprire un punto vendita in Lombardia.
In questa intervista conosciamo Marco, la storia, le preoccupazioni per il difficile
momento storico, e i progetti per il futuro.

Sul sito di CASA INFANTE c’è scritto “Le storie belle non nascono mai per caso”, sappiamo che dietro casa infante c’è una storia bellissima: al principio un maestro dell’arte bianca che in una bottega di via Foria ha inventato il tarallo napoletano più celebre al mondo.   Ma CASA INFANTE,“i Buccaccielli” e tutte le altre delizie come nascono? 
Nascono nel solco e nell’esperienza di 70 anni di tradizione familiare, dal
rispetto e dalla continua ricerca sulle materie prime, nascono anzitutto
dall’amore e dalla passione per quello che per me è il mestiere più bello del
mondo. Ho sempre pensato che in fondo un dolce, un gelato è un piccolo
momento di felicità. Ecco, cosi mi vedo, come un dispensatore di piccoli momenti
di felicità

2) Circa un anno fa disse “ Il covid ha distrutto 80 anni di pasticceria
napoletana. Effettivamente l’emergenza sanitaria provocata dalla diffusione del Covid-19 ha avuto un enorme impatto sulle attività commerciali, in quest’ultimo anno abbiamo visto anche tante attività storiche chiudere la serranda definitivamente, ha avuto paura anche lei?  Come ha affrontato e come sta affrontando nel suo lavoro questa situazione. 

La pandemia è stata una tragedia, dal punto di vista economico ed ancor di più
dal punto di vista sociale. Anche noi abbiamo ridotto alcune attività, molti dei
miei ragazzi sono stati in cassa integrazione per un lungo periodo; abbiamo
sperimentato turnazioni, ci siamo aggrappati alle festività per sviluppare un
poco di lavoro, ma l’impatto è stato drammatico e sono ancora preoccupato per il clima di incertezza che ci circonda. Navighiamo a vista e questo non è mai un
bene per un’azienda.

3) Il delivery in questo periodo è una valida ancora di salvezza per le attività come la sua? 
Il delivery è un elemento unicamente complementare. Non può mai essere
sostitutivo del contatto diretto, del rapporto che si instaura col cliente all’interno
del negozio. Diciamo che è come un pannicello caldo sulla fronte di un ammalato
con febbre alta. Servirebbe l’aspirina, ma purtroppo non c’è.  
 

3) Aprendo le sue pagine social sembra quasi di “toccare con mano” l’eccellenza del prodotto, la qualità degli ingredienti, la magia che sta dietro. Quanto sono stati importanti i social network nel suo lavoro? E quanto lo sono oggi? 

I social sono, ad oggi, un elemento fondamentale nella comunicazione e nello
sviluppo di un’azienda. Io mi sono approcciato sempre in maniera direi allegra
e personale, intendendo con ciò dare un’immagine essenzialmente del prodotto e
delle storie che ci sono dietro di esso, con semplicità e un pizzico di allegria e
credo che questo sia stato capito dal pubblico, dai clienti che mi seguono
affezionati

5) Diversi affermati pasticceri partecipano a programmi e talent,
cosa ne pensa? Le piacerebbe partecipare a un programma 
televisivo/talent ?

Mah, sinceramente non lo so. Ho partecipato ad un film , Alessandra, di
Pasquale Falcone con Gino Sorbillo, Vincenzo Falcone, Egidio Cerrone, un pò di
colleghi insomma. E’ stata una bella esperienza ma non credo che una
competizione, una gara sia nelle mie corde. Preferisco il concetto di
collaborazione, di coworking. Proprio nell’ultimo periodo ho realizzato una serie
di dolci insieme a Rosanna Marziale ed è stata un’esperienza professionalmente
e umanamente appagante. La crescita che si può avere da queste collaborazioni
è senza prezzo
 

6)Come e quando nasce l’ispirazione  per un nuovo “dolce”? 
Da quando ho cominciato a frequentare il laboratorio in cui lavorava mio padre
ho sempre cercato di cogliere i particolari , i dettagli che fanno la differenza
nell’arte della pasticceria, ma anche lo studio costante dei maestri,
l’aggiornamento continuo sui prodotti della natura, l’osservazione dei gusti della
gente, tutto è fonte di ispirazione.
 

7)C’è un dolce cui è particolarmente affezionato?
Sono innamorato dei dolci della tradizione napoletana e veramente non saprei
scegliere tra una sfogliatella ed un babà, una caprese ed un biscotto all’amarena.
Mi sembra come quelle domande fatte ai bambini se vogliono più bene a
mamma o a papà. E’ impossibile rispondere. O meglio posso dire che mi
piacciono tutti.

8) In questo momento ha punti vendita a Napoli, Caserta, Milano, la prossima tappa? Ha in progetto store anche al di fuori dell’Italia?
Siamo sempre stati in crescita e negli ultimi dieci anni abbiamo sempre aperto
più di un punto all’anno. Anche nel 2020 abbiamo aperto lo Chalet a Mergellina.
Abbiamo dei progetti in corso che vivono momenti di stop forzato ma che
contiamo di riprendere quanto prima. L’estero ci attrae ma ogni cosa deve
essere fatta al momento giusto ed opportuno, ma sono convinto che anche quello
arriverà.

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