4 Agosto 2021, mercoledì
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Ripresa e nuovi capitali

A cura di Giuseppe Catapano 

La crisi covid è arrivata come una mazzata di gelo proprio quando le imprese italiane  (dopo la crisi del 2008-2009) stavano rifiorendo. Ma adesso «siamo alla vigilia del recupero».  Si tratta di un recupero darwiniano : sopravvivranno solo le più forti. Ora «bisogna salvare le imprese salvabili e farle crescere».  L’Istat ha fotografato che nel totale delle imprese italiane il 39% sono in difficoltà, il 55% resistenti e il 6% reattive . Le imprese hanno capito che «l’equity è uno strumento di forza per poter crescere». E infatti i dati mostrano che il ricorso all’equity come forma di finanziamento è salito dal 4% del 2018 al 10% del 2021.«È essenziale che il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) affianchi un piano di ricapitalizzazione delle imprese. Si rende opportuno  un grosso fondo di fondi per ricapitalizzare le imprese senza che lo Stato debba intervenire . Sono gli operatori di mercato che devono intervenire e selezionare le imprese: bisogna sottrarre la ricapitalizzazione a operatori che hanno carattere politico. Speriamo che il golden power rimanga transitorio o che poi si indebolisca, perché resta un freno all’ingresso di capitali esteri. Abbiamo bisogno di una finanza un po’ più paziente che resti nelle imprese finché serve, e di imprese un po’ più impazienti, che abbiano fretta di crescere». Una “giusta” selezione delle imprese salvabili , premiare strutturalmente le aziende che se lo meritano, «quelle che investono strutturalmente in innovazione, che assumono».La stessa fretta che deve guidare le operazioni di finanza straordinaria in soccorso di competenze imprenditoriali altrimenti perse per sempre . «Oggi più che mai occorrono nuovi flussi di investimenti produttivi: deve crearsi un nuovo legame fra mondo delle imprese e quello dei capitali privati. Soprattutto adesso,  il fattore consulenziale e relazionale deve accompagnare l’imprenditore . Non solo i soldi, ma anche i buoi consigli possono salvare un’azienda. Il mondo delle banche e quello della finanza complementare devono lavorare assieme». Ciò non vuol dire, sospendere la valutazione del profilo di rischio di un’azienda; il ruolo chiave nel reperimento della liquidità per le imprese è rappresentato dai  Pir alternativi .

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