18 Giugno 2021, venerdì
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Disperazione e proteste: la fame non può più tacere

Da Milano a Caserta, i rimproveri al Governo vengono impartiti dalle categorie maggiormente bistrattate dalla pandemia che oltre a dover abbassare le serrande per mesi e mesi rimangono privi dei sostegni chiacchierati e promessi dalle Istituzioni. I disordini hanno puntato a serrare il traffico in autostrada: un chilometro di coda e più di auto e tir incolonnati sulla A1 Milano-Napoli tra il bivio con la A16 Napoli-Canosa e Caserta Sud in direzione di Roma. Ma non solo: caos traffico a Milano e soprattutto tafferugli in piazza Montecitorio a Roma. Da Napoli in particolare la manifestazione vede protagonisti operatori commerciali di vario titolo. Un blocco rimosso solo dopo 10 ore ovvero solo quando gli operatori mercatali -che protestano dopo la quinta settimana consecutiva di zona rossa Covid-19 in Campania- hanno ricevuto rassicurazioni dalla delegazione recatasi a Roma su un incontro che si terrà domani nella capitale tra i rappresentanti dei lavoratori e il Governo.

Situazione che è invece gravemente degenerata a Roma dove si sono verificati scontri tra ristoratori e polizia alla manifestazione in piazza Montecitorio: feriti alcuni agenti, fermati sette manifestanti. Mentre a Milano si è tenuta una manifestazione dei lavoratori del commercio ambulante in piazza Duca d’Aosta. Più di un centinaio di persone si sono ritrovate nella piazza di fronte alla Stazione Centrale e vicino al palazzo che ospita il Consiglio regionale della Lombardia per chiedere di poter riprendere a lavorare. ‘Vogliamo lavorare’, si legge in numerosi cartelli sorretti dai manifestanti, come anche ‘Vogliamo libertà’, ‘Basta chiusure ingiustificate agli ambulanti. Gli ambulanti protestano anche contro l’esiguità dei ristori.

Sulla manifestazione in Piazza Montecitorio interviene Alessandro Circiello, portavoce di Federcuochi, che dichiara all’Adnkronos: “Capisco la disperazione e il dramma dei ristoratori che hanno manifestato oggi in piazza Montecitorio, anche se ci vuole poco a degenerare. Ma i miei colleghi hanno ragione. I ristori non sono arrivati, il delivery e l’asporto, soprattutto per i piccoli ristoranti, non funziona. Eppure il governo ci chiede di pagare le tasse. Mi domando con quali soldi se non ci hanno permesso di aprire“.

L’OPINIONE( di Maria Parente)– Un peso, quello della disoccupazione forzosa, che è oramai divenuto insostenibile: la disperazione di chi da mesi ha dovuto rinunciare al guadagno o ad uno stipendio comincia a farsi sentire, ad alzare la voce, a ribellarsi alla misure fin troppo restrittive che stanno consegnando alla miseria più nera migliaia di famiglie italiane.

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