13 Aprile 2021, martedì
Home Mondo Politica nel Mondo Usa, chi sono i miliziani colpiti da Biden in Siria

Usa, chi sono i miliziani colpiti da Biden in Siria

 La prima azione militare dell’amministrazione di Joe Biden nella zona orientale della Siria, al confine con l’Iraq, ha colpito due milizie sostenute dall’Iran, Kataib Hezbollah e Kataib Sayyid al-Shuhada. L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha stimato che il raid abbia provocato 22 vittime, anche se c’è chi riporta un numero inferiore di morti nell’attacco.

Kataib Hezbollah, noto con la sigla KH, letteralmente “Brigate del Partito di Dio”, e’ un gruppo paramilitare sciita iracheno fondato nel 2007 dall’unione di altre cinque organizzazioni militanti. Con un numero iniziale di 400 combattenti, secondo le ultime stime della Stanford University sarebbero ora circa 10 mila. Durante la guerra in Iraq, ha combattuto contro le forze di occupazione della coalizione, intervenendo successivamente nella guerra civile siriana. Sin dalla sua creazione KH ha ricevuto una quantità significativa di addestramento, supporto logistico e armi dal Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche iraniane (IRGC). Fa parte delle Forze di mobilitazione popolari (PMF), gruppo ombrello di gruppi militanti sciiti che si sono formati per combattere l’Isis in Iraq.

Dal 2008 al 2011, KH ha diretto la maggior parte dei suoi attacchi contro le forze della coalizione statunitense in Iraq e il 2 luglio 2009 è stata designata dagli Stati Uniti come organizzazione terroristica straniera. Dopo la sconfitta generale dello Stato islamico in Iraq nel 2017, KH è tornato a prendere di mira le forze statunitensi con pesanti attacchi. Nei primi anni, il comandante della milizia è stato Abu Mahdi al-Muhandis, che prima di dare vita a KH era stato membro della Badr Organization, un altro gruppo militante pro-iraniano attivo nei due Stati. Durante gli anni ’90 nella guerra tra Iran e Iraq Muhandis e la sua Badr Organization hanno strettamente collaborato con il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche iraniane e con il gruppo armato libanese Hezbollah. Nel febbraio 2020 il comandante Ahmad al-Hamidawi è succeduto a Muhandis, con il titolo di segretario generale. Da allora, anche come conseguenza delle sanzioni Usa e degli effetti della pandemia di Covid-19 sull’economia dell’Iran, KH e PMF si sono frammentati in diversi gruppi armati – tra cui Usbat al-Thaireen – per divergenze interne sulle tattiche politico-militari da attuare e sul livello di indipendenza dall’Iran.

Kataib Sayyid al-Shuhada o Sayyid of Martyrs Battalions (KSS) è una milizia sciita irachena formata nel maggio 2013 in circostanze poco chiare, operativa sia in Iraq che in Siria, che conterebbe da 200 a 500 elementi. Mentre alcune fonti affermano che il KSS è stato creato da altre due organizzazioni paramilitari sciite irachene, Kataib Hezbollah (KH) e l’Organizzazione Badr, al fine di reclutare piùà sciiti iracheni per combattere in Siria, altri sostengono che sia stato formato da Abu Mustafa al-Sheibani e Falih Khazali dopo essersi staccati da KH, entrambi presentati come i leader del gruppo.

KSS è strettamente allineato con la Repubblica islamica dell’Iran: riconosce apertamente l’Ayatollah Khamenei iraniano come rappresentante di Dio sulla terra. La sua missione dichiarata è quella di proteggere “i santuari (sciiti) in tutto il mondo”, preservare “l’unità irachena” e “porre fine al conflitto settario”. Il gruppo è stato descritto come un procuratore iraniano ed è una delle milizie originali che hanno formato le Forze di mobilitazione popolari (PMF) nel 2014. In Siria il suo obiettivo principale è la protezione della moschea Sayyidah Zaynab, importante sito religioso sciita situato nella periferia meridionale di Damasco.

KSS è molto attivo anche in Iraq, dove ha combattuto contro lo Stato Islamico (IS) in molte delle province centrali e settentrionali, in particolare nella provincia di Salahadin. Nel 2014, KSS ha condannato la decisione dell’Arabia Saudita di giustiziare il religioso sciita Nimr al-Nimr.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Anche in Italia si preparano test per la ripartenza dei concerti

In Spagna sono stati fatti test per far ripartire i concerti  ,a Barcellona si sono tenuti due live di prova, davanti a...

Napoli, la protesta dei lavoratori dello spettacolo: «Noi esclusi anche dai bonus»

I lavoratori dello spettacolo a Napoli sono scesi davanti al teatro Mercadante per manifestare le difficoltà di un settore completamente paralizzato dal...

Riaperture di cinema e teatri, il piano di Franceschini

Il ministro della cultura Dario Franceschini ha illustrato nell’incontro con gli esperti del Comitato tecnico-scientifico, una proposta scritta per riaprire in sicurezza appena sarà...

Calenda a Letta, primarie legittime ma le strade si separano

Enrico Letta segretario del Pd ha rilanciato le primarie per le elezioni amministrative "Le amministrative sono un banco...

Commenti recenti