6 Marzo 2021, sabato
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Strategie aziendali e analisi della concorrenza

A cura di Simona Liberati 

Chiunque faccia impresa o sia inserito nel mondo del lavoro, sa bene che non esiste un servizio o un’attività che possa limitarsi a considerare unicamente il proprio business senza tenere conto della concorrenza.

Le realtà aziendali che si possono definire davvero uniche nel loro genere si contano con ogni probabilità sulle dita di una mano. Per tutte le altre dobbiamo considerare di far parte, citando il famoso sociologo Zygmunt Bauman, di una “società liquida”.  Le persone e il loro agire è fluido, gli utenti si muovono sulla base di bisogni, con la prerogativa di rimanere in superficie senza approfondire un brand rispetto a un altro, in continuo movimento.

Chiunque lavori per provare a intercettare le esigenze dei clienti deve tenere conto dell’ambiente e delle mosse fatte dai propri competitors. Per tale motivo, l’analisi della concorrenza diviene un processo fondamentale per ogni azienda, al fine di individuare e sviluppare delle corrette strategie, necessarie per essere competitivi nel mercato di riferimento.


Cosa sono i big data

Quando si parla di analisi della concorrenza spesso e volentieri si finisce per parlare di “big data”. Un termine inglese traducibile nella nostra lingua con la parola “megadati” che fa riferimento a un concetto più ampio di raccolta di informazioni.

Lavorare con i megadati o con i big data significa soprattutto questo: raccogliere una quantità impressionante di informazioni; informazioni che, in base alle esigenze del cliente, possono essere relative alle necessità più disparate. Si ricorre ai big data per imparare a gestire al meglio la propria produzione, oppure per organizzare nuove strategie future, ancora per la già citata analisi della concorrenza.

Tre macro-categorie di dati

Questo genere di analisi è bene sia affidata a professionisti del mestiere, capaci di orientarsi tra le migliaia di dati in cui ci si può imbattere.

Central Marketing Intelligence, ad esempio, ha strutturato un metodo d’indagine proprietario che analizza tre differenti macro-categorie di dati, coniando un nome che descrive pienamente l’intento. In primo luogo si studiano i dati ASK, ovvero si prende in considerazione il target aziendale e si comprende come le persone cercano spontaneamente come risolvere i loro problemi o come soddisfare un bisogno. Sono quindi ricerche approfondite sull’attività dei consumatori.

In secondo luogo si analizzano i dati TALK, che studiano cosa spontaneamente gli utenti scrivono online permettendo di comprendere desideri, pensieri e opinioni. Questo genere di dati viene generalmente estrapolato da canali social, forum, blog, community… una vera e propria web listening. A conclusione ci sono i dati OBSERVE, che studiano le attività in rete in senso più ampio: si controllano quali acquisti vengono effettuati, quali siti vengono aperti, quali riviste vengono lette e molto altro ancora.

Big data applicati all’analisi della concorrenza

Immaginare di applicare tutte queste conoscenze ad un’analisi della concorrenzapermette di ottenere risultati semplicemente straordinari.

Tra le numerose possibilità, possiamo anche analizzare minuziosamente ogni singolo prodotto di un’azienda competitor, calcolando la quantità di acquisti che lo riguardano, ma anche i commenti lasciati da chi lo ha provato e le eventuali menzioni presenti sui social network.

Inoltre è possibile calcolare il traffico relativo a siti ed e-commerce dei concorrenti, così come è possibile capire il customer journey degli utenti. Uno dei campi più interessanti di questa branca è sicuramente quello legato alle cosiddette keyword: parole chiave digitate dagli utenti all’interno dei motori di ricerca, nel momento in cui cercano o desiderano sapere qualcosa.

Lo scopo di un’analisi della concorrenza così dettagliata è mettere in risalto sia gli aspetti positivi da cui prendere ispirazione, sia gli aspetti critici da evitare e, in caso, se ci appartengono, da correggere. Il tutto finalizzato a prendere decisioni di Marketing Strategico Data Driven che tengano conto del contesto.

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