Ci sono occasioni nelle quali la cultura smette di essere soltanto un patrimonio da custodire e diventa uno strumento concreto per mettere in relazione persone, comunità e Paesi. È accaduto oggi, 21 settembre, nella cornice di Villa Campolieto a Ercolano, dove Italia e Brasile si sono incontrati nel segno della musica, dello sport, dell’arte e della solidarietà.
La manifestazione, dal titolo “Italia-Brasile: Musica, Sport e Solidarietà. Conosciamoci”, ha rappresentato una vera e propria cerimonia di interscambio culturale e sportivo, capace di riunire esponenti del mondo accademico, istituzionale, artistico e sportivo in un unico percorso. Tra i protagonisti della giornata anche AUGE Università, rappresentata dal Magnifico Rettore prof. avv. Giuseppe Catapano e dal vicerettore prof. Luigi Ferraiuolo, presente in prima linea in un appuntamento che ha messo al centro il valore della cultura come strumento di dialogo internazionale.
A promuovere e accompagnare l’iniziativa sono stati la dott.ssa Federica Passariello e il maestro Giuseppe Lucania, con il coordinamento del delegato CONI Brasile Alfredo Apicella. A condurre l’evento è stato il giornalista Gianfranco Coppola, presidente dell’USSI, Unione Stampa Sportiva Italiana, che ha guidato il pubblico attraverso una giornata costruita come un viaggio tra linguaggi differenti ma profondamente connessi.
Ad aprire ufficialmente la manifestazione sono stati i saluti del presidente della Fondazione Ville Vesuviane, dott. Gennaro Miranda, seguiti dagli interventi di Alfredo Apicella, del maestro Adriano Araujo, autore del progetto Orchestra Giovani di Itaguaí, della dott.ssa Federica Passariello e del maestro Giuseppe Lucania.
Il cuore dell’iniziativa è stato infatti il rapporto con l’Orquestra Garotos de Itaguaí, realtà giovanile brasiliana nella quale la musica assume anche una precisa funzione educativa e sociale. Un’esperienza che trova nell’interscambio con l’Italia un’opportunità di crescita, confronto e apertura internazionale.
Particolarmente significativo il messaggio del Console Generale d’Italia a Rio de Janeiro, Andreas Ferrarese, rivolto all’Orchestra dei Ragazzi di Itaguaí. Un saluto che ha sottolineato il valore dei rapporti culturali tra Italia e Brasile e il ruolo delle nuove generazioni nella costruzione di relazioni destinate a superare i confini geografici.
Lo sport come scuola di vita
Accanto alla musica, lo sport ha avuto un ruolo centrale. Il segmento dedicato al messaggio olimpico ha portato sul palco esperienze e testimonianze di atleti che hanno fatto dello sport un percorso di disciplina, sacrificio e responsabilità.
Tra i protagonisti, Pino Maddaloni, medaglia olimpica nel judo, e Angelo Crescenzo, campione del mondo e medagliato olimpico. A loro si è aggiunto il maestro Giovanni Maddaloni, che ha richiamato i valori dello sport, dal rispetto dell’avversario al fair play, mentre il maestro Raffaele Andreozzi ha affrontato il tema dello sport nelle aree disagiate e a rischio, sottolineando la funzione sociale che l’attività sportiva può assumere soprattutto tra i giovani.
È proprio su questo terreno che cultura e sport hanno trovato uno dei punti di maggiore contatto della giornata: offrire ai ragazzi opportunità, strumenti e modelli capaci di trasformare il talento in un percorso di crescita.
La musica brasiliana incontra l’arte italiana
Uno dei momenti più spettacolari è stato affidato all’Orquestra Garotos de Itaguaí, diretta dal maestro Araujo de Souza, protagonista di un concerto accompagnato da una performance artistica dal vivo.
Sul palco, infatti, il maestro Alessandro Ciambrone ha realizzato un’opera su un violino d’autore, dipingendolo in tempo reale mentre l’orchestra eseguiva la propria performance. Una contaminazione tra musica e arti visive che ha trasformato il palco in un laboratorio creativo, nel quale il suono diventava immagine e l’immagine tornava a dialogare con la musica.
La giornata ha inoltre offerto uno spazio alla grande tradizione musicale italiana e brasiliana. La soprano Giulia Lepore e la chitarrista Antonia Agresti hanno interpretato la Bachiana Brasileira n. 5 di Heitor Villa-Lobos e Me voglio fà ‘na casa di Gaetano Donizetti, creando un ideale collegamento tra due tradizioni musicali lontane geograficamente ma sorprendentemente vicine nella capacità di raccontare emozioni e identità.
Giovani talenti e formazione
Ampio spazio è stato dedicato anche alle nuove generazioni di musicisti italiani.
Tra le protagoniste, Sofia Ciccone, chitarrista e vincitrice del concorso musicale nazionale “Mercadante”, che ha proposto pagine di Nicolò Giuliani e Francisco Carrega.
Particolarmente significativa anche la presenza dell’ensemble strumentale dell’Istituto Comprensivo Matilde Serao di Volla, formato da violini, pianoforte, flauti e chitarre. L’ensemble, vincitore del concorso musicale nazionale NapoliNova, guidato dal violino del professor Giuseppe Lucania, ha proposto una rivisitazione di We Will Rock You dei Queen.
Una scelta non casuale: accostare repertorio classico, tradizione popolare e musica contemporanea significa infatti offrire ai giovani musicisti la possibilità di misurarsi con linguaggi differenti e, nello stesso tempo, costruire una propria identità artistica.
Dalla lirica alla didattica musicale
La parte dedicata al canto lirico ha visto la partecipazione del tenore Antonio Sarnelli de Silva, autore e interprete del brano Forever, mentre successivamente sono saliti sul palco il maestro Francesco Malapena, tenore, la maestra Roberta Guarracino al pianoforte e il maestro Giuseppe Lucania al violino.
Nel programma non sono mancate pagine immortali del repertorio italiano, tra cui E lucevan le stelle dalla Tosca di Giacomo Puccini e ‘O sole mio, firmata da Giovanni Capurro ed Eduardo Di Capua.
Un capitolo specifico è stato riservato alla didattica musicale con il maestro Franco Cardaropoli, percussionista del Teatro di San Carlo di Napoli, che ha presentato il proprio libro dedicato alla didattica percussiva, accompagnando la presentazione con una breve esibizione dal vivo dei suoi allievi.
Il “murale dell’amicizia” e la rigenerazione di Bagnoli
Tra i passaggi più originali della manifestazione, il progetto artistico legato al “murale dell’amicizia” realizzato a Bagnoli il 20 settembre 2026, presentato dall’architetto e artista Alessandro Ciambrone.
L’opera, realizzata con la partecipazione dei ragazzi dell’orchestra brasiliana, è stata concepita come una testimonianza visiva dell’incontro tra culture e come una nuova occasione di valorizzazione di Bagnoli attraverso l’arte urbana.
La proiezione del documentario e del videoclip dedicati alla realizzazione del murale ha portato sul palco le immagini di questo percorso, trasformando l’opera di street art in una sorta di racconto collettivo. Il progetto è stato presentato anche nella prospettiva di una vetrina internazionale legata alla American World Cup, con l’obiettivo di amplificarne il significato culturale e sociale.
Il momento artistico si è poi trasformato in un gesto simbolico concreto: la consegna del violino dipinto da Alessandro Ciambrone al maestro Giuseppe Lucania.
Un finale che unisce Napoli e Brasile
La manifestazione si è conclusa con un ensemble nel quale il maestro Giuseppe Lucania, la pianista Roberta Guarracino e Mario Sapia hanno dato vita a un finale dedicato all’incontro tra musiche napoletane e brasiliane.
Un finale coerente con il senso dell’intera giornata: non una semplice successione di esibizioni, ma un percorso nel quale le identità culturali non vengono messe in competizione, bensì chiamate a dialogare.
Nel corso dell’evento sono stati inoltre consegnati diplomi e attestati ai protagonisti delle diverse attività.

In questo mosaico di esperienze, AUGE Università ha confermato la propria presenza nel campo della promozione culturale e della formazione, partecipando a un progetto nel quale università, arte, musica, sport e solidarietà convergono in una prospettiva internazionale.
Da Villa Campolieto è arrivato così un messaggio semplice ma tutt’altro che scontato: conoscersi significa prima di tutto creare occasioni reali di incontro. E quando a farlo sono i giovani, la musica, lo sport e l’arte, un ponte tra Italia e Brasile può diventare qualcosa di più di una metafora. Può trasformarsi in un progetto concreto di cultura, formazione e comunità.

