1 Ottobre 2022, sabato
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Agenzia delle Entrate, Ruffini: “Irpef non danneggi produttività”

 Note dolenti per l’attuale sistema dell’Irpef : stando a quanto affermato direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini in commissione finanza alla Camera. “disincentiva l’offerta di lavoro” e “a guadagnare di più”. Invece sull’evasione fiscale Ruffini ha rilevato che nel 2018 l’agenzia delle Entrate ha registrato per Irpef, Ires, Iva e Irap un tax gap di 79,8 miliardi di euro con una riduzione “molto ampia” di 5 miliardi rispetto all’anno di imposta 2017.

Dall’Irpef lo stato incassa circa 194 miliardi di euro, a fronte di incassi complessivi di circa 482 miliardi di euro (2018 anno di riferimento), ha detto Ruffini osservando “la distribuzione dell’Irpef è decisamente “schiacciata” verso il basso, con un reddito dichiarato dalla metà dei contribuenti non superiore a 16.795 euro e con solo lo 0,1 per cento che dichiara più di 300.000″. Dei circa 41,4 milioni di contribuenti irpef; l’84,1 per cento detiene prevalentemente reddito da lavoro dipendente o pensione. Solo il 6,3 per cento ha un reddito prevalente da attività d’impresa o di lavoro autonomo. Per Ruffini, dall’Irpef determinata con l’aliquota continua, “in linea teorica, si potrebbero comunque continuare a sottrarre le detrazioni per spese, oneri e per carichi di famiglia”.

Dopo le sospensioni che ci sono state nel 2020, nel 2021 l’attività dell’Agenzia di riscossione e dell’Agenzia delle Entrate dovranno smaltire circa 50 milioni di atti. È quanto ha ricordato il direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, il quale ha sottolineato che se dovessero arrivare novità “di una rottamazione, pace fiscale o definizione, mi preme dire una cosa: tutte queste disposizione presuppongono che il cittadino sia a conoscenza del debito a cui è chiamato ad adempiere. Qualunque introduzione non può prescindere dall’invio di questi atti. Soluzioni alternative dipendono dal Parlamento”. “Dal primo gennaio le due agenzie – ha detto Ruffini – sono legittimate a riprendere l’attività” e questo comporta che nel 2021 tutta l’attività sospesa nel 2020 dovrà essere” svolta oltre a quella di competenza del 2021 per un “accumularsi in prospettiva di circa 50 milioni di atti, 34 milioni di riscossioni e 16 milioni di atti di entrate che verranno notificate”. “L’unica cosa che possono fare le due agenzie è quella di diluirli nel tempo, tra gennaio e dicembre, ma in assenza di una specifica norma non può essere fatto altrimenti”

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