Economia, cosa sarà in Italia dopo l’estate

Nella mappa con le previsioni economiche dell’Unione europea per il 2020 e il 2021 l’Italia è il paese colorato con maggiore intensità. Primato nefasto: secondo la Ue a fine anno l’Italia registrerà un calo del prodotto interno lordo dell’11,2%, un crollo verticale mai censito dalle statistiche dell’Istat e che annienta il precedente record del -6,6% del 2009. Allo schianto del 2020 seguirà un rimbalzo poco vivace nel 2021, quando si prevede una crescita del 6,1% con il prodotto interno lordo che resterà ben lontano dai valori del 2019.

Numeri reali alla mano, significa che se l’anno scorso il pil italiano è stato di 1.787 miliardi di euro, a fine 2020 si attesterà a 1.586 miliardi e nel 2021 risalirà a 1.683 miliardi di euro.

Ma se dovesse esserci un nuovo lockdown causa Covid-19 il conto potrebbe essere addirittura più salato: secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) in questo scenario il pil dell’Italia calerebbe del 14% quest’anno attestandosi intorno quota 1.536 miliardi, per poi risalire a 1.618 miliardi nel 2021 (+5,3%).

Per tamponare , sia quest’anno che l’anno prossimo e quelli successivi si potrà contare su fondi extra sui quali era impensabile far affidamento fino a pochi mesi fa: 100 miliardi arriveranno dal debito aggiuntivo che è stato approvato dal Parlamento in tre diversi scostamenti di bilancio (con il rapporto deficit/pil che schizza al 10,4%) e 209 miliardi saranno erogati dall’Unione europea che ha dato il via libera tra mille affanni al Recovery fund, garantendo per l’Italia 82 miliardi di sussidi e 127 di prestiti a partire dalla primavera del 2021.

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