“Amore” e poi si toglie la vita: ritrovato a Mosca il corpo della campionessa suicida

Una vicenda dai contorni poco nitidi e che lascia spazio a dubbi e incertezze: il suicidio della ventenne ,promessa del pattinaggio russo, Ekaterina Alexandrovskaya, promessa del pattinaggio russo, finita a gareggiare per l’Australia alle Olimpiadi del 2018

Ha lasciato un biglietto con una sola parola “amore”. Così è morta Ekaterina Alexandrovskaya, 20 anni, promessa del pattinaggio russo, finita a gareggiare per l’Australia alle Olimpiadi del 2018. Una strana vita, una di quelle esistenze in cui perdi il senso della patria e quello della famiglia solo per inseguire la forza inarrestabile del tuo talento. Ekaterina si è uccisa a Mosca, gettandosi da un palazzo, una vicenda dai contorni complicati, l’unica certezza è quel biglietto con una sola parola “amore”.

Ekaterina era nata in Russia, ma nel 2016 si era ritrovata australiana dietro la spinta della sua allenatrice di allora. Dopo un anno in coppia con Harley Windsor aveva vinto il titolo mondiale juniores. Erano destinati alla gloria, alle Olimpiadi avevano reso al di sotto delle loro attese, ma un passaggio a vuoto, soprattutto a quell’età non è un dramma. In modo inspiegabile dopo un anno entrambi i pattinatori lasciano l’attività agonistica.

Harley Windsor, il pattinatore con cui ha condiviso un sogno che è stato anche il primo atleta aborigeno alle Olimpiadi invernali è distrutto dal dolore: «L’intesa che avevamo raggiunto durante la nostra collaborazione è qualcosa che non potrò mai dimenticare e che mi terrà sempre vicino al cuore».

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