“Vivi e lascia vivere”, la fiction di Pappi Corsicato, monito alla famiglia moderna

|a cura di Maria Parente

RECORD DI ASCOLTI-Il coraggio e la dignità, l’entusiasmo e la sfida di una donna, segnata da sofferenze e avversità, a cui non si è mai rassegnata: Elena Sofia Ricci interpreta Laura Ruggero nella fiction di Pappi CorsicatoVivi e lascia vivere” in onda su Rai 1 concludendo l’ultima puntata con il 27.1% di share. Un successo crescente per la fiction di Rai1, inizialmente pensata come una unica stagione, che potrebbe forse avere un seguito in futuro.

TRAMA-La quotidianità di una famiglia, tre adolescenti travolti nel bel mezzo della vita da vicende intricate e sconvolgenti quali ad esempio la “morte” improvvisa ed inaspettata del papà, Renato Ruggero interpretato da uno scanzonato Antonio Gerardi, di cui poco si conosce o meglio niente si deve sapere: presi dallo sconforto la famiglia Ruggero decide di non abbattersi e riprendere le redini della vita, organizzandosi per ripartire: ed è così che Laura si inventa la sua nuova attività da strada puntando sulla specialità di casa, il sartù di riso, da portare in giro in diversi angoli della città di Napoli. Un progetto che sostanzialmente non aveva basi solide ma grazie all’incontro con Toni Romagnoli, interpretato da Massimo Ghini, noto imprenditore dal passato incerto nonché storico ex di Laura, decide di aiutarla nell’impresa per “allargare” la produzione ed investire non una ma più zone della città partenopea: una sfida vincente ma non senza ostacoli, l’incontro con Daniela “Bonetti” Sannino interpretata da Teresa Saponangelo, una donna timida e insicura che Laura vuole in tutti i modi coinvolgere nella sua attività, si rivela figlia di un camorrista della zona che minaccerà più volte il successo dello “street sartù” ma Laura supera insieme con la sua squadra di amiche e colleghe ogni difficoltà, anche questa, fino a dover probabilmente cedere al ricatto di un uomo del malaffare per risanare i debiti del marito, mai morto, foriero di legami poco limpidi, nella città di Napoli, per cui la decisione di sparire e rifarsi una vita lontano dalla sua città e dalla famiglia.

Nina, Giada e Giovanni Ruggero, svolgono ruoli fondamentali nella vicenda interpretando ognuno un personaggio ed una storia personalissima: Nina(Carlotta Antonelli) è una ribelle, non si da limiti e non conosce regole, una liceale brillante e cleptomane, vizio che la porterà ad incontrare l’uomo della sua vita. L’opposto di Giada, timida ed introversa , che resterà profondamente turbata dalla scomparsa del padre a differenza dei fratelli, non si rassegna fino a trovarlo , scoprire dunque la verità e riportarlo a Napoli, scombinando il delicato equilibrio che si era lentamente instaurato tra loro: studentessa modello, laureata con lode e sexy dancer in un night club dove incontrerà Luciano, da cui rimane rapita, storia destinata a terminare per le sua ambizioni di volare in America e realizzarsi nella moda. Infine Giovanni, il più emblematico dei tre. La scomparsa del padre è per lui, in realtà, una liberazione: si scopre omosessuale, innamorato perdutamente di Rocco, fratello di Sara,sua prima ed unica fidanzata.

RECENSIONE-Una fiction realizzata con precisione e maestria, dalla regia alle interpretazioni attoriali che hanno saputo idealizzare nel concreto ed in generale le avversità della famiglia media italiana. “Vivi e lascia vivere” invoca perfettamente la nostra mentalità: famiglie moderne ,ognuno devoto alla realizzazione degli obiettivi personali, fregandosene un po’ della preesistente e tradizionale concezione di famiglia: genitori presi dal lavoro e da progetti tali da perdere il senso genitoriale, rilegandolo ad un piano inferiore ed incuranti delle inclinazioni talvolta pericolose che riescono ad assumere le personalità dei figli quasi sempre abbandonati a se stessi. Più che un inno alla libertà, io leggo in questa fiction un monito per i genitori , di aprire bene gli occhi sulle necessità degli adolescenti, di affiancarli e accompagnarli nelle scelte fino a che ne richiedono l’attenzione poi magari trovare tempo per se e costruire nuovi progetti, stravolgere la vita e partire ancora una volta, con entusiasmo e ammirazione per il passato.

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