22 Giugno 2021, martedì
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Il neo-rinascimento politico-culturale auspicato da Simone Fagioli

“Che la politica punti a nuovi soggetti pensanti: la crisi sanitaria ed economica aumenta le disuguaglianze e l’ingiustizia sociale”. Simone Fagioli si auspica un neo-rinascimento politico-culturale.

Nessuno parla dell’aumento dell’ingiustizia sociale in atto e delle diseguaglianze economiche che sono il vero spartiacque tra la vita e la morte: chi può si isola in luoghi lontani e sperduti, si fa portare la spesa a casa, si fa curare e, magari, evita i controlli sanitari. Gli altri, lavorano, fanno file chilometriche a supermercati e farmacie, cercano di sopravvivere tra mascherine, guanti, alcool, sapone e acqua calda. E sempre con la possibilità di infettarsi e di infettareLe persone più svantaggiate e che hanno bisogno di lavorare per vivere, sono quelle più a rischio.”. Con queste parole si esprime, in questi giorni di restrizione a causa dell’emergenza SARS -CoV-2, che diventano momenti di riflessione seria, il poeta e filosofo Simone Fagioli sperando che la politica pensi ad una vera, reale neo-rivoluzione kantiana: “La Politica deve ripartire dal Soggetto, o meglio, dovrà scegliere nuovi protagonisti per risollevarsi in uno scenario da day-after. Occorre, per il bene di tutti, visione e previsione per saper interpretare correttamente la realtà”.

I contributi di Simone Fagioli in questo momento di precarietà e di paura sono stati una intervista a RAI CULTURA sulla “Retorica” di Aristotele, diventata poi lezione per #scuola2020, e la partecipazione con una silloge poetica all’iniziativa “Archivio Poetico della Pandemia” (con riferimento a COVID SARS) della Fondazione Teatro Verdi di Pisa.

Ricordando quanto è all’origine della sua attività letteraria e poetica e dell’impegno culturale il suo pensiero si volge al 1999, “quando presentai una silloge poetica dal titolo “Sognando il cielo” alla I Edizione del Premio Nazionale di Poesia V. M. Rippo: la mia opera fu segnalata, avevo 15 anni. In giuria c’erano F. D’Episcopo, G. Pressburger e Roberto Deidier. Nel 2001 fui selezionato all’interno della manifestazione letteraria “Poesia in Umbria di autori under 35: una ricognizione, molti motivi, qualche speranza” presso la Sala Goldoniana dell’Università per Stranieri di Perugia, a cura del dott. M. Terzetti. Quello fu il momento in cui capii che forse la poesia non sarebbe stato solo un passatempo. Ed in parte fu così. Con gli anni le mie poesie sono diventate protagoniste di molti salotti letterari in giro per l’Italia; ai molti successi di pubblico e di critica seguirono articoli, interviste e pubblicazioni. Con il passare del tempo i miei interessi si sono ampliati, sino a giungere alla filosofia morale ed etica e alle sue implicazioni con la politica, per cui ho ricevuto il Premio SpoletoFestivalArt per la letteratura e la filosofia contemporanea dal Presidente Prof. Luca Filipponi e sono stato finalista del Premio Firenze 2019 con il saggio “La struttura dell’argomentazione nella “Retorica” di Aristotele.

Nel 2009 Fagioli ha fondato l’Associazione “FareCultura”, di cui è tutt’oggi presidente, nella quale ha sempre messo tutta la sua esperienza acquisita negli anni a disposizione di quanti in Italia volessero far sentire la propria voce. Per questo suo impegno serio e costante Simone Fagioli è stato insignito del Wilde Vip European Award 2019 per la cultura e il sociale, ricevuto dal Prof. Avv. G. Catapano.

Oggi FareCultura è vicina ai malati di SARS -CoV-2 e ai loro familiari, con tutta la propria forza ed energia.

Ora la sfida sarà sempre più impegnativa, spiega Fagioli: “l’inevitabile crisi economica globale dovrà far uscire le menti migliori, che necessariamente saranno chiamate a impegnarsi per il bene di tutti. Certo, la cultura non può far tutto da sola, ma di sicuro un neo-rinascimento culturale è fondamentale per uscire da una crisi incipiente, che è prima di tutto esistenziale e poi sociale ed economica che sta sconvolgendo le Nazioni e le Istituzioni dell’UE, prima ancora del concetto stesso di Europa. Non credo, come dicono molti, che tutto cambierà: spero solo che i nostri diritti-doveri fondamentali scritti nella Carta Costituzionale non siano affidati ad un Comitato di Salute Pubblica, di rivoluzionaria memoria, perché mai il fine giustifica i mezzi”.

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