14 Giugno 2021, lunedì
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Emergenza Covid-19 e Codice della Crisi di Impresa e dell’insolvenza forse è meglio rinviare?

Emergenza Coronavirus e Codice della Crisi di Impresa e dell’insolvenza forse è meglio rinviare?

– Punti di riflessione –

Al sorgere di una nuova alba vi è un dato da fronteggiare: l’ingresso nel nostro ordinamento del nuovo codice della crisi di impresa e della insolvenza creerebbe, a seguito degli sforzi messi in atto per il superamento della Pandemia da Covid -19, grandi difficoltà economiche alle aziende.

Il sistema mal potrebbe tollerare infatti la coesistenza della ripresa economica dovuta al superamento del drammatico momento con l’entrata in vigore del Codice della Crisi di impresa e dell’insolvenza.

Da qui la necessità di trovare interlocutori abili che riescano a sensibilizzare i vari operatori a più livello attivi nel mondo delle imprese, compresi gli istituti finanziari.

L’appuntamento da segnare in agenda è il 15 Agosto 2020. Data questa entro la quale bisogna trovarsi pronti ad adottare quei provvedimenti sanciti dal Codice della crisi di impresa e della insolvenza (DECRETO LEGISLATIVO 12 gennaio 2019, n. 14)

Con i recenti Decreti di urgenza anti Covid-19 emanati a tutela della popolazione, che hanno provveduto con la loro adozione alla chiusura del tessuto imprenditoriale, è quanto mai difficile potere immaginare di riuscire ad adattare le aziende al nuovo disposto normativo.

E’necessario e sembrerebbe indispensabile, provvedere a posticipare l’entrata in vigore del codice della crisi almeno sino alla data di entrata in vigore delle misure di allerta (già posticipate alla data di febbraio 2021).

I nuovi obblighi previsti dal Codice della Crisi d'Impresa ed ...

Occorre evidenziare che gli esperti del settore si dividono in due grossi gruppi di studio:

Un primo gruppo tende a vedere nel Codice suddetto un corpo legislativo adatto a facilitare con i propri strumenti una emersione tempestiva della crisi di impresa e conseguentemente una minore disgregazione di ricchezza, una minore disgregazione dei posti di lavori e dunque una minore frantumazione del concetto stesso di impresa.

In questa direzione prende campo lo studio dell’aspetto sociale delle norme sulla crisi d’impresa.

Un secondo gruppo di studio, al contrario, pone sotto i riflettori la circostanza del difetto funzionale delle “misure di allerta”,reputate paralizzanti del funzionamento della azienda stessa, la cui ancora di salvezza è la corsa al riparo nell’adozione degli accordi di ristrutturazione

Quest’ultima circostanza parte dal presupposto che una eventuale interpretazione errata delle misure di allerta potrebbe irrigidire il ricorso al concordato preventivo.

Ciò che rimane certo è che indifferentemente dal fatto che funzionino o meno le misure di allerta l’urto del Codice della crisi di impresa sul tessuto imprenditoriale italiano sarà violentissimo.

L’unica soluzione dopo il superamento delle problematiche legate alla ripresa delle attività nel post “coronavirus” è iniziare seriamente a ragionare sul differimento dell’entrata in vigore delle misure di allerta in un momento successivo all’entrata in vigore del Codice.

Le imprese italiane non conoscono bene quale potrebbe essere l’evoluzione del sistema economico e dei rapporti di scambiodopo la fine dell’emergenza da Coronavirus ed il Codice è stato concepito non tenendo conto di una pandemia che ha indebolito l’intero sistema su menzionato.

Una soluzione che si potrebbe suggerire sta nel rodaggio delle misure previste nel codice e nella diversificazione dei tempi dell’entrata in vigore, prendendo come parametri la ragione sociale, l’oggetto sociale, il fatturato, tentando un ingresso quanto più razionale e cauto possibile.

A sommesso parere dello scrivente appare chiaro che un’entrata in vigore tout court del nutrito corpo di norme creerebbe grandi disagi sia agli imprenditori, che ai professionisti, ancora intenti a leccarsi le ferite per il riavvio della attività di impresa.

Occorre rimettere mano alla tempistica dell’entrata in vigore del corpo normativo conosciuto come Codice della Crisi di impresa e della insolvenza.

Bisogna sensibilizzare tutti gli operatori del mondo impresa, istituti bancari compresi, prima di procedere alla rivoluzione del tessuto aziendale italiano.

Dopo questo passaggio, il Codice della Crisi di Impresa e dell’insolvenza ben potrà essere valutato come il migliore alleato per la rinascita del Paese.

Avv. Antonio Giulio Alagna

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