Festival delle Colline Torinesi: da Medea ai Motus,un viaggio dalle intense sfumature

Il Festival delle Colline Torinesi, diretto da Sergio Ariotti e Isabella Lagattolla, è giunto alla ventiquattresima edizione e si propone quale vetrina per la migliore drammaturgia contemporanea: 61 recite in 19 giorni tra Torino (principalmente al Teatro Astra) e la Lavanderia a Vapore di Collegno, ma anche in altre location (Teatro Gobetti, Cubo Teatro, Casa Teatro Ragazzi, Palazzo degli Istituti Anatomici, Polo del ‘900). Pippo Delbono

L’edizione 2019 rende omaggio a tre compagnie italiane che hanno contribuito in modo determinante a definirne l’immagine in Europa: la compagnia di Pippo Delbono, la Socìetas e i Motus.
Pippo Delbono inaugura la kermesse domenica 2 giugno al Teatro Astra con lo spettacolo La gioia (INFO e DATE): un percorso che indaga i dolori delle persone e del mondo alla scoperta di quei rari momenti di felicità che la vita sa offrire.

Attinge invece a un linguaggio ironicamente aulico per descrivere un mondo privo di senso Il regno profondo. Perché sei qui?  di Chiara Guidi e Claudia Castellucci: lo spettacolo della Socìetas, in scena alla Lavanderia a Vapore di Collegno, si basa su continue domande e provvisorie risposte, comprese quelle ispirate da religione, filosofia e scetticismo quotidiano.

In chiusura, i Motus proporranno Rip it up and start again : una sorta di musical creato con gli allievi della Manufacture – Haute école des arts de la scène di Losanna, diretto da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, che si rifà a uno dei più noti fenomeni musicali post-punk dell’inizio degli anni Ottanta. Lo spettacolo prova a rispondere a una domanda cruciale: “Cosa succede se i giovani non sono più in grado di suscitare stupore?”.

Il viaggio e le domande sul futuro

Medea per strada, monologo di Elena Cotugno interpretato a bordo di un furgone in movimento, rappresenta idealmente il fil rouge tra il cartellone di quest’anno e il tema triennale del festival: Fluctus, declinazioni del viaggio. L’attrice, diretta da Giampiero Borgia, ripercorre il mito di Medea, madre assassina, calata per l’occasione nei panni di una giovane romena, profuga in Italia.

fonte:teatro.it

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