13 Aprile 2021, martedì
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Un business plan a regola d’arte

Il business plan strumento chiave del successo dell’impresa. Dalla possibilità di ottenere finanziamenti dalle banche all’apertura del capitale di rischio all’ingresso di fondi di venture capital o private equity, fino alla ricerca di nuovi partner in joint venture o alla quotazione in Borsa, la redazione del business plan è ormai alla base del successo imprenditoriale. Le linee guida per mettere a punto un documento strategico vincente sono contenute nel Quaderno n. 53 della Commissione finanza e controllo di gestione dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano, dal titolo «Comunicare con investitori e finanziatori: il ruolo del business plan». Vediamone i contenuti.

Redigere un business plan, secondo il Quaderno dell’Odcec Milano, significa: verificare l’attendibilità dei dati, disporre di ipotesi generali e specifiche, definire una struttura logica del piano, verificare la fattibilità economica e finanziaria. Devono essere anche riportate informazioni su come l’azienda si prefigge di affrontare i rischi, che l’Odcec Milano classifica nelle seguenti quattro categorie: rischi strategici, connessi alle strategie operate che permettono all’azienda di raggiungere gli obiettivi stabiliti; rischi operativi, che derivano dallo svolgimento dell’attività d’impresa e dagli errori che potrebbero manifestarsi in seguito al non corretto funzionamento del processo produttivo; rischi finanziari, che invece sono facilmente individuabili e comprendono il rischio di credito, i rischi di mercato e il rischio di liquidità; rischi puri, che derivano prevalentemente dall’esterno e non sono connessi con l’attività aziendale. Il Bp, inoltre, deve contenere le risposte ad alcune problematiche che sono alla base della fattibilità del piano stesso, ovvero: se l’azienda avrà abbastanza liquidità per ottemperare regolarmente alle proprie obbligazioni quando queste giungeranno a scadenza; se i prezzi dei fattori produttivi dell’azienda presentano variabilità elevata; se l’azienda vende a credito o meno; se sono previste variazioni nella regolamentazione del settore in cui opera l’azienda; se infine i sistemi di controllo aziendali sono idonei a prevenire errori umani, frodi e guasti nei sistemi It. Il Bp, in sostanza, è la risultante dei componenti qualitativi (storia dell’impresa, prodotti, quota di mercato, strategia di sviluppo) e quantitativi (redditività, dinamica del profitto, reddito dell’attività core business) del progetto in essere e della dinamica aziendale. Tanto più i dati prospettici differiscono da quelli storici e quanto più sono ambiziosi gli obiettivi del piano, tanto più sarà necessario disporre di elementi a sostegno della loro credibilità.

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