13 Aprile 2021, martedì
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Rush finale del senato tra riforme e decreti. Stop l’8 agosto

L’Aula del Senato sarà impegnata fino all’8 agosto, con sedute dal lunedì al venerdì. E per evitare che l’ingorgo provocato dall’eccesso di disegni di legge e decreti all’esame della camere finisca per paralizzare i lavori,i capigruppo di palazzo Madama, riuniti alle 13,30, hanno stabilito un calendario serrato che prevede tappe forzate, ma niente ghigliottine, per l’esame del ddl sulle riforme costituzionali, che riprenderà in aula lunedì prossimo con il dibattito e le votazioni, previste dal pomeriggio. Palazzo Madama discuterà di nuovo senato e riforma del Titolo V della Costituzione fino a giovedì. Quando arriverà il decreto competitività, che sarà di certo modificato soprattutto dopo le polemiche sul ritorno dell’anaticismo bancario, cioè della capitalizzazione degli interessi. E’ atteso l’emendamento del governo per inserire nel testo il decreto sul prestito ponte all’Ilva varato dall’esecutivo e un pacchetto dei relatori sui temi ambientali.  Dal 28 luglio il senato esaminerà il decreto Cultura e turismo, quello che ha istituito l’artbonus del 65% sugli investimenti dei privati nei restauri, che scade il 30 luglio. Se poi la camera terminerà il suo lavoro in tempo utile e trasmetterà il testo a palazzo Madama, il senato esaminerà il decreto sulla pubblica amministrazione. Infine, dal 4 all’8 agosto,  il decreto carceri, se approvato dalla camera e il seguito di argomenti non conclusi, l’esame del bilancio interno e il rendiconto. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha anche annunciato che gli “orari delle sedute potrebbero subire variazioni per la riunione in seduta comune del parlamento per le elezioni di due giudici della consulta e dei membri del Consiglio superiore della magistratura”. Due incombenze, queste, rimaste a lungo in secondo piano, tanto da costringere il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a sollecitare il parlamento. E’ stato sventato infine il tentativo del M5S di rimandare a settembre la discussione sulla riforma costituzionale, come aveva proposto il senatore M5S Bruno Marton, che aveva detto: “Prendiamoci il tempo che serve e intanto discutiamo i decreti in scadenza”. Sulla stessa linea la proposta di Loredana De Petris, di Sel. Le proposte sono state respinte dall’aula, che ha cosi’ confermato il calendario fissato dalla capigruppo.

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