31 Luglio 2021, sabato
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Ticket sanità, si cambia: ipotesi franchigia o stop esenzione per patologia a redditi alti

Ticket sanità, si cambia. Non più esenzione per patologia ai milionari e ipotesi franchigia. Governo, Regioni e Parlamento ci pensano: è tempo di riscrivere, almeno in parte, le regole per l’accesso all’esenzione sanitaria. Esigenza, questa, che deriva dai conti cronicamente in rosso della sanità e dai servizi offerti, spesso non all’altezza.

Tutto parte da una contraddizione di fondo: i ticket, specie per le visite specialistiche costano troppo.A volte così tanto che conviene rivolgersi ai privati. E costano così tanto perché più della metà degli italiani non li paga. Sono gli esenti per patologia o per reddito. E qui, su questa contraddizione, che vuole agire la Commissioni Affari Sociali e Bilancio della Camera.

Per intervenire sui numeri che non tornano:  chi non paga il ticket usufruisce dell’80% delle prestazioni, le esenzioni per patologia (il 50% del totale) infatti non prevedono nessun limite di reddito. E gli altri italiani, quelli che pagano, finiscono per spendere 30.3 miliardi di euro per curarsi.

La Commissione ha quindi preparato, e presenterà il 17 luglio, un documento sulla sostenibilità delle spese sanitarie. Con diverse ipotesi di intervento.

La prima è quella di una franchigia fissata a seconda del reddito. Franchigia che a livello di ipotesi può essere fissata a 200 euro. Il cittadino, anche quello oggi esente, pagherebbe il ticket fino a superare quell’importo. Da quel punto in poi le spese sarebbero a carico dello stato.

Un’alternativa più soft è quella di introdurre un tetto di reddito agli esenti per patologia. Si valuterebbe il reddito complessivo del nucleo familiare: chi è sopra una certa soglia paga comunque e con quei soldi si potrebbero abbassare i super ticket, ad esempio, sulle analisi. Perché il modello non funziona e proprio per quei ticket troppo cari sono tanti gli italiani che hanno rinunciato a curarsi.

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