2 Agosto 2021, lunedì
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Completato restauro Foro Boario, riapre Tempio Portuno

Dopo il Tempio di Ercole, riapre al pubblico, con il completamento dei lavori di restauro del Foro Boario, anche il Tempio di Portuno, che sara’ visitabile la prima e la terza domenica del mese. I lavori, presentati questa sera con una cerimonia nel Tempio di Portuno a cui hanno preso parte anche il sindaco di Roma, Ignazio Marino, e la soprintende per i Beni Archeologici di Roma, Mariarosaria Barbera, sono durati dal 2006 al 2014, e sono stati effettuati dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma con il sostegno del World Monuments Fund, prestigiosa agenzia internazionale dedita alla ricerca di finanziamenti per la salvaguardia di siti e monumenti di alta valenza culturale, e il contributo di alcuni ‘donors’ privati americani.

Per il tempio di Portuno il Mibact e la Soprintendenza hanno stanziato in questi 8 anni 1.720.000 euro e il World Monuments Fund oltre un milione di dollari mentre 250.000 sono arrivati da donazioni private. Nel Tempio di Portuno, il restauro, diretto dall’architetto della soprintendenza Maria Grazia Filetici, ha riguardato: l’interno della cella del Tempio e le pitture, la realizzazione della nuova copertura e del suo miglioramento anti sismico e del grande infisso d’ingresso, il sistema di miglioramento antisismico del monumento, il restauro del pronao delle pareti nord, sud, est e l’ultima parte del lato ovest in fase di completamento.

La consegna dei lavori del Tempio di Portuno e’ stata anche l’occasione per illustrare gli importanti lavori, gia’ ultimati, nel vicino tempio di Ercole, dove oltre al restauro lapideo delle colonne e dei capitelli una parte importante del restauro è stata dedicata al consolidamento delle lesioni diagonali diffuse sui fusti delle colonne in marmo di carrara. “Qui -ha spiegato l’architetto Filetici- come sull’Acropoli di Atene, è stata costruita una macchina sperimentale, manovrata da un congegno oleodinamico, attualmente conservata nella Facoltà di Ingegneria di S. Pietro in Vincoli, con la quale sono state sollevate le colonne permettendo di lavorare con integrazioni in marmo sui rocchi gravemente lesionati integrando le parti mancanti. La meccanica di alta precisione, l’ingegneria strutturale e la preziosa mano dei maestri scalpellini di Carrara e romani, sono stati gli ingredienti di un restauro che ha raggiunto importanti risultati offrendo il recupero della sicurezza strutturale del colonnato”.

“Con il restauro -ha aggiunto Filetici- si è scritta una nuova pagina nella conoscenza dei monumenti del Foro Boario e l’attuale immagine restituita alla città è il segno tangibile di quanto rinvenuto. Di particolare menzione l’estesa superficie di stucco romano originale rinvenuto nel tempio di Portuno e restituito grazie al restauro delle superfici architettoniche. Si sono rimosse le malte pozzolaniche di restauro, diffusamente decoese, che ricoprivano l’originario rivestimento in stucco romano che, analizzato nei laboratori, ha restituito inedite tracce policrome dell’antico rivestimento architettonico”. L’architetto ha anche sottolineato come “il restauro, anche in questo caso, con la sua valenza scientifica e culturale, si conferma come momento centrale e imprescindibile dei nuovi studi sul mondo antico”.

Per la soprintendente Barbera, il restauro del Foro Boario, insieme a quello del Colosseo e della Piramide Cestia, “e’ un esempio di una collaborazione proficua tra pubblico e privato e dell’eccellenza italiana nel campo dei restauri”.

La conclusione dei lavori di restauro del tempio di Portuno consente adesso di aprirlo al pubblico. Come già per il tempio di Ercole, sarà possibile visitare entrambi i monumenti la I e la III domenica del mese. Nell’ambito dei lavori e’ stato anche prodotto un virtual tour oggi visibile sui siti del Mibact (www.archeoroma.beniculturali.it) e del World Monuments Fund (www.wmf.org/project/temple-portunus).

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