31 Luglio 2021, sabato
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La BI a supporto dell’antiriciclaggio

Integrare e aggiornare le banche dati internazionali, sfruttando i sistemi di Business Intelligence per riuscire ad anticipare in modo dinamico i potenziali rischi di riciclaggio. È questa la strategia su cui pone le basi HORUS, la nuova soluzione operativa per la gestione dei presidi antiriciclaggio realizzata in collaborazione da Aubay Italia e AIRA (Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio).

Uno strumento che potrebbe supportare le banche nei loro processi di segnalazione di antiriciclaggio: difatti, le previsioni di Banca d’Italia, prevedono per il 2014 più di 70mila segnalazioni antiriciclaggio, basandosi su un 2013 in cui le segnalazioni hanno raggiunto quota 65mila e dove la parte del leone, in termini di comunicazione di avviso, l’hanno fatta le banche, con il 92% di SOS sul totale.

«Spesso, però, si tratta di segnalazioni di auto-tutela – commenta Giacomo Scaringi, Italy country AML Officer di Deutsche Bank. Un quadro, figlio di una normativa che ci impone di evitare a priori il rischio di riciclaggio. Per questo motivo, a livello di Gruppo, abbiamo adottato la policy “Know your customer”: grazie a un programma di crime prevention, abbiamo accesso a una banca dati con tutti i soggetti pregiudizievoli, integrato con i nostri sistemi informatici. Nel caso in cui, quindi, un soggetto sia presente all’interno di questo sistema (utilizzato in più di 70 Paesi) per via di reati patrimoniali arriva una risposta in differita di qualche ora che ci allerta del potenziale rischio».

Si parte quindi dal soggetto, più che dalla operazione sospetta: un differente processo di prevenzione che richiede, dunque alle banche, di aggiornare e integrare ad hoc la base dati cliente, arricchendola con base dati internazionali dove sono segnalati reati patrimoniali a livello non solo nazionale. «D’altronde, più la banca dati è estesa a livello sovranazionale, più si può affinare la ricerca dell’atto criminoso, analizzando in modo dinamico anche il soggetto e capire, quindi, se c’è un rischio specifico – commenta Stefano Trippetti, Vicepresidente di Aubay. La tecnologia è in grado, infatti, di segnalare un soggetto che rappresenti, nel tempo, un potenziale rischio e di garantire, quindi, all’operatore la possibilità di seguire l’andamento di un soggetto che magari all’inizio non può essere oggetto di segnalazione».

Naturalmente, una banca dati, seppure integrata e aggiornata, non serve a nulla se non è presente a monte un sistema di Business Intelligence, capace di rielaborare le informazioni utili in modo dinamico. «Perché l’obiettivo – conclude Trippetti – è anticipare un potenziale rischio di riciclaggio, anziché bloccare un reato». Un modello che potrebbe infine integrarsi all’Archivio Informatico Unico, importante strumento previsto da Bankitalia nel DL 231/2007 che, però, potrebbe apparire, di per sé, troppo statico.

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