19 Luglio 2024, venerdì
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Roma, quattro poliziotti col vizio della rapina

Erano in combutta con alcuni malviventi per commettere furti e rapine nelle abitazioni. A finire in manette, ieri a Roma, una banda composta da poliziotti e criminali comuni legati insieme da un unico vizietto: quello di svaligiare appartamenti e ville. I sette arrestati dalla polizia stradale, a seguito di un’indagine coordinata dalla Procura di Velletri, sono due poliziotti in servizio, due ex agenti e tre banditi di professione.
Il gruppetto ben assortito, infatti, pensava di non essere scoperto proprio perché spalleggiato da due mele marce appartenenti alle forze dell’ordine. Le cose, però, sono andate in modo diverso da come la cricca aveva immaginato. Da circa un anno, infatti, si indagava su di loro e ieri mattina sono stati colti in flagranza proprio mentre tentavano di derubare l’ennesima casa nel quartiere Prenestino. La vicenda che ha dell’inverosimile proprio per la commistione tra guardie e ladri, è nata da uno dei poliziotti in servizio finito in manette, C.M, e dal suo informatore legato alla malavita. Quest’ultimo, infatti, durante una telefonata fatta all’agente, racconta di essere stato contattato dalla Questura in merito al furto del suo motorino. L’uomo ha detto di essersi insospettito e di temere che il mezzo gli fosse stato restituito con qualche «cimice». Il comportamento di C.M, successivo a questa telefonata, ha insospettito i suoi colleghi. Un episodio banale e irrilevante, che però ha messo in allarme il poliziotto e il suo informatore già evidentemente attivi da tempo nel campo delle rapine nelle abitazioni. Probabilmente il poliziotto, per paura di essere scoperto, si è tradito in qualche circostanza e così sono scattati i controlli. C.M, inoltre, era già sotto la lente di ingrandimento del corpo. Attualmente, infatti, lavorava presso il commissariato Aurelio, ma per lui i guai erano cominciati già qualche tempo prima quando fu trasferito. In passato prestava servizio nella VI sezione della Squadra Mobile della Capitale, da dove fu spostato per problemi comportamentali e già per questo, quindi, sotto osservazione. Il comportamento dei due uomini, dunque, ha messo in allarme le forze dell’ordine che hanno iniziato a pedinarli e intercettarli arrivando a scoprire una vera e propria banda di malfattori dediti ai furti e alle rapine nelle abitazioni.
Da qui, infatti, la rete si è allargata e gli investigatori hanno scoperto altri colleghi corrotti legati alla coppia e non solo. Oltre a tre malviventi di professione, infatti, tra gli arrestati compare un altro poliziotto che prestava servizio nel Commissariato di Frascati e due ex agenti. Tra i destituiti, poi, spicca un altro personaggio, S.D, chiamato «il Teschio». L’uomo era fuori servizio ormai da tempo, a causa di un passato a dir poco turbolento legato a giri loschi in cui è rimasto invischiato e che mal si conciliava con il ruolo di tutore dell’ordine pubblico. S.D., infatti, era stato già da tempo costretto a mettere la parola fine alla sua permanenza in Polizia per vicende legate alla bisca che il padre gestiva nel quartiere della Garbatella. All’interno del locale, infatti, circolavano anche personaggi poco raccomandabili e la posizione di S.D. all’interno delle forze di polizia sembra proprio essere stata compromessa dall’ambiente che ruotava intorno alla bisca. Un vizietto, quello del malaffare, che l’agente non sembrava aver perso tanto che adesso era diventato il suo impiego principale. Mentre i suoi colleghi ancora in servizio, arrotondavano lo stipendio rubando a destra e a manca, per lui invece furti e rapine erano probabilmente diventati la professione.
Un gruppo di banditi ben variegato, dunque, che al suo attivo, secondo gli inquirenti, potrebbe avere una decina di rapine in abitazione. Reati commessi tutti tra Roma e i Castelli. Ma le indagini sono ancora in corso. Al vaglio degli investigatori, infatti, ci sono ancora una serie di rapine e furti avvenuti proprio nella zona dei Castelli romani e che potrebbero essere state commesse proprio dal gruppetto. La dinamica non era sempre la stessa. In alcuni casi, però, sembra che i poliziotti, fingendo perquisizioni o banali controlli, entravano nelle abitazioni. Una volta dentro e con l’aiuto dei complici, ripulivano i malcapitati e poi fuggivano. Episodi, questi, che se confermati potrebbe risolvere i casi di colpi in cui la banda sarebbe coinvolta. Nel blitz scattato ieri mattina, che ha portato all’arresto di tutti e sette i componenti del sodalizio, il gruppo è stato sorpreso in flagrante mentre cercava di mettere a segno l’ennesimo colpo in casa. Questa volta la vittima era una prostituta che abita in un appartamento nel quartiere Prenestino. I malviventi, pronti ad entrare in azione, sono stati bloccati in flagranza di reato. La polizia stradale che li aveva pedinati e intercettati è intervenuta prima che i ladri, dopo aver rubato, si potessero dare alla fuga. Questa volta, infatti, la simpatica cricca invece che trovare il bottino ha trovato le manette, per alcuni di loro scattate proprio ad opera dei colleghi.

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