L’accordo Fatca (Foreign account tax compliance act) fra la Svizzera e gli Usa entrerà in vigore il 1° luglio 2014 anziché il prossimo 1° gennaio. Lo ha annunciato il Dipartimento federale delle finanze (Dff). A berna già durante i dibattiti in parlamento era emerso che l’introduzione delle nuove regole sarebbe probabilmente slittata di sei mesi. Per questo motivo le camere, nell’approvate l’accordo, avevano deciso di lasciare al consiglio federale la competenza di fissarne la data di entrata in vigore. Grazie al Fatca, Svizzera e Stati Uniti instaurano un quadro giuridico per regolare la tassazione dei futuri conti detenuti da cittadini americani in Svizzera.
Carige, Castelbarco Albani nominato presidente, Repetto vicepresidente
Cesare Castelbarco Albani è stato nominato presidente di Banca Carige dall’assemblea ordinaria dei soci che si è riunita al Palazzo della borsa di Genova. Vice presidente è stato nominato Alessandro Repetto. L’assemblea ha nominato contestualmente anche i 15 membri del cda, candidati dai principali azionisti (Fondazione Carige con il 39,66% pacchetto azionario, Bpce Iom con il 9,989% e un gruppo di soci titolari complessivamente del 5,43% del capitale sociale).
Berlusconi: elezioni sin da subito. Ministri a Palazzo Grazioli
Ha scelto di asserragliarsi nel bunker con i suoi fedelissimi, i falchi Denis Verdini, Daniela Santanchè e Daniele Capezzone. E adesso, dopo lo strappo di sabato, cioè dopo la decisione di imporre ai ministri in quota Pdl di dimettersi dal governo guidato da Enrico Letta, il presidente del Pdl (ormai Forza Italia) Silvio Berlusconi ha scelto la strada senza ritorno delle elezioni anticipate. Anzi, visto che nel partito si moltiplicano le voci di dissenso nei confronti della scelta di staccare la spina all’esecutivo e le probabili defezioni sono in aumento, il pugno duro del Cavaliere è diventato di acciaio. Certo, Berlusconi ha promesso che se il governo impedirà l’aumento dell’Iva senza rincarare altre imposte, allora il Pdl lo sosterrà su queste misure. “Se il governo proporrà una legge di stabilità realmente utile all’Italia, noi la voteremo”, ha detto Berlusconi. “ Se bloccheranno l’aumento dell’Iva senza aumentare altre tasse noi lo voteremo. Se, come si sono impegnati a fare, taglieranno anche la seconda rata Imu, noi voteremo favorevolmente. “Ci saremo su tutte le altre misure utili come il rifinanziamento della cassa integrazione, delle missioni internazionali, il taglio del cuneo fiscale”. Una precisazione resa necessaria dallo sconcerto causato nel Pdl dalla virata del cavaliere verso lo scontro frontale. “So bene che chiedere le dimissioni dei ministri è una scelta dura e impopolare e ho previsto tutte le accuse che mi stanno rovesciando addosso in queste ore e anche lo sconcerto di parte del nostro elettorato, preoccupato giustamente della situazione economica e sociale”, ha scritto Berlusconi su facebook. “Ogni contributo al dibattito è utile. Ma nulla e nessuno ci dividerà. Domani (oggi alle 17, ndr) riuniremo i gruppi parlamentari e decideremo il nostro futuro. E nella pattuglia dei ministri del Pdl, Nunzia De Girolamo, Maurizio Lupi, Gaetano Quagliariello hanno attaccato la scelta di radicalizzare lo scontro, perché, hanno detto, “Forza Italia non può essere un movimento estremista in mano a degli estremisti. Si può lavorare per il bene del paese essendo alternativi alla sinistra e rifiutando gli estremisti”. Un appello raccolto dal vicepremier e ministro dell’Interno Angelino Alfano:”Nella nuova Forza Italia non possono prevalere posizioni estremistiche”, ha detto e “se sono questi i nuovi berlusconiani, io sarò diversamente berlusconiano”. Anche uno dei forzisti della prima ora, il più volte ministro Franco Frattini, ha attaccato i falchi: “Una pulsione estremista sta allontanando il Pdl dallo spirito della Forza Italia del ’94. Quella che si sta aprendo è una crisi al buio”, ha detto in un’intervista al Mattino. “Ho apprezzato gli sforzi di Alfano, Lupi e Quagliariello che hanno incoraggiato Berlusconi a dar vita all’esecutivo Letta, ma ad un certo punto ho sentito dichiarazioni che incitavano a sfasciare tutto e da qui derivarne conclusioni assunte, tra l’altro, senza un dibattito trasparente. Una cosa è scegliere chi può far parte della compagine di governo ed è un diritto che riconosco al capo di un partito. Altra cosa è quel che è successo ad Arcore, quando si è deciso di voltare le spalle al Paese”. Tutta la squadra di governo del Pdl, che ha confermato le irrevocabili dimissioni dall’esecutivo, è stata ricevuta a palazzo Grazioli per un pranzo di lavoro. Alfano, Quagliariello, Lupi. Sulla decisione di nuscire dal governo Quagliariello ha detto che “prima di sganciare l’atomica era necessario fare una serie di passi, a un fallo non si risponde con una testata”. Il ministro ha confermato che resterà nel Pdl e che non aderirà a a Forza Italia “se sarà quella immaginata nell’ultima settimana”
Fisco, serie di avvisi bonari
Una serie di avvisi bonari ai contribuenti che hanno optato per la rateazione dell’imposta sostitutiva sulle rivalutazioni immobiliari. L’Agenzia delle entrate ha contemplato per il tributo in questione, codice 1824, la facoltà di rateizzarne il versamento, decisione a cui le software house si sono uniformate prevedendo la funzione di rateizzazione dell’imposta sostitutiva secondo quanto accade per le imposte relative al modello Unico. Da qui gli avvisi che stanno raggiungendo moltissimi contribuenti. La denuncia arriva dall’Anc, Associazione nazionale commercialisti, il cui presidente Marco Cuchel sollecita «un intervento chiarificatore da parte dell’Amministrazione finanziaria, in grado di mettere fine a questa specifica situazione», e richiama l’attenzione del legislatore «sull’importanza di far sì che tutti i provvedimenti, con particolare riferimento a quelli che interessano la fiscalità, siano improntati alla chiarezza, univocità e certezza». In questo caso, infatti, scatta l’avviso bonario, qualificando il versamento in più soluzioni come un vero e proprio ritardato versamento. Al contrario, invece, i software dichiarativi e le società produttrici, stanno giustificando la rateazione che viene effettuate, poiché codice tributo 1824, è la stessa Agenzia delle entrate ad aver attribuito la possibilità del versamento in forma rateale.
Zuegg si consolida all’estero grazie a Sace e Bper
Sace ha garantito un finanziamento erogato dalla Banca popolare dell’Emilia Romagna (Bper) in favore di Zuegg, azienda veronese leader in Italia nella produzione di succhi di frutta e confetture. Il finanziamento, del valore complessivo di 1,5 milioni di euro, è destinato all’acquisto di una nuova linea di confezionamento dei prodotti per il mercato tedesco e austriaco e a sostenere investimenti in attività pubblicitarie e promozionali. Zuegg è presente sul mercato europeo con sei stabilimenti produttivi (di cui due in Germania) e due sedi commerciali in Austria e Svizzera. Dal canto suo, Sace ha già supportato in passato i piani di crescita all’estero di Zuegg, garantendo un finanziamento di 14 mln per la realizzazione di uno stabilimento produttivo in Russia, operativo dal 2010.
Superbollo: risultato boomerang
Il superbollo sulle auto di lusso fa diminuire il gettito anziché aumentarlo. A fronte dei 168 milioni di euro attesi dall’addizionale, per il 2012 lo stato ne ha persi 140. La sovrattassa è «dannosa e controproducente» e per questo va abolita. Ad affermarlo sono le sei principali associazioni della filiera dell’automotive (Anfia, Aniasa, Assilea, Federauto, Unasca e Unrae), che in una lettera congiunta al ministero dell’economia chiedono l’eliminazione del prelievo introdotto dal dl n. 98/2011. Nato originariamente per colpire le auto con potenza superiore ai 225 kw (10 euro per ogni kw supplementare), dal 2012 l’applicazione è stata estesa ai veicoli con potenza over 185 kw (20 euro per ciascun kw in più). Ciò ha innescato un forte decremento della domanda: nel 2012 le nuove immatricolazioni sono calate del 35%, contro il -19,8% del mercato auto nel suo complesso, mentre l’usato del 37%.
Malpensa a breve sarà un aeroporto “chinese friendly”
Sea, la società di gestione degli aeroporti di Milano e la Fondazione Italia-Cina hanno siglato un accordo di collaborazione per sviluppare «Chinese friendly airport». Il progetto, lanciato da Sea, prevede una serie di nuovi servizi per i turisti cinesi in transito nello scalo di Malpensa, come il supporto agli acquisti con personale madrelingua, l’incentivazione dello shopping attraverso l’utilizzo della carta sconto Fascination appositamente predisposta, la segnaletica e una versione cinese delle app degli aeroporti di Milano (da fine ottobre) e del sito (entro il 2014). Secondo i dati di Ambrosetti elaborati per Sea, i volumi di traffico Milano-Cina sono aumentati del 150% negli ultimi quattro anni, passando da 269 mila passeggeri nel 2008 ai 708 mila del 2012. In particolare, l’aeroporto di Malpensa ha visto lo scorso anno 222 mila passeggeri da e per Shanghai e Hong Kong e 117 mila da e per Pechino.
Marchi globali, Apple in vetta
Per essere considerati il miglior global brand, per innovazione e valore occorre lavorare sul prodotto e sull’esperienza garantita al consumatore. Ne sa qualcosa Coca Cola, che dopo 13 anni da leader e nonostante una serrata strategia di marketing 2013, a base di lattine personalizzate, perde la prima posizione nella classifica Interbrand dei 100 marchi a maggior valore economico. Superata da Apple e Google rispettivamente al primo e secondo posto nonché marchi con cui un consumatore può migliorare la propria quotidianità. Per scalzare le posizioni il marchio della mela (98,3 miliardi dollari a valore, quasi 15 volte in più rispetto al debutto nella classifica nel 2000) ha avuto il merito di investire molto sulle novità sia sulla «filosofia del vivere»: La stessa formula guida gli exploit di Google (93,2 mld di dollari il suo valore, +34% e secondo posto nella scala Interbrand) che ha portato agli utenti costanti evoluzioni della propria offerta base (Search, Android e Gmail) e innovazioni (Google Glass e la driverless car). Ma anche di Prada, marchio italiano di moda e lusso n. 72 in classifica, 5,570 miliardi di dollari, che ha incrementato il proprio valore del 30% equilibrando l’heritage dell’italianità, il design e l’arte.
Niente tagli per gli ordini
Ordini professionali fuori dai tagli della spending review. Secondo la Direttiva comunitaria 2004/18/Ce, infatti, un ordine va qualificato come un organismo di diritto pubblico quando ricorrono le seguenti tre condizioni: che l’ente sia stato istituito per soddisfare specificatamente esigenze di interesse generale, aventi carattere non industriale o commerciale; che esso sia dotato di personalità giuridica; che la sua attività sia finanziata in modo maggioritario dall’autorità pubblica oppure che la sua gestione sia soggetta al controllo di quest’ultima, oppure ancora che più della metà dei membri del suo organo d’amministrazione, di direzione o di vigilanza, sia designata dall’autorità pubblica. Lo ha chiarito la sentenza del 12 settembre (numero causa C-526/11) della Corte di giustizia europea escludendo l’applicazione del codice degli appalti da parte di un ordine tedesco, creando così un precedente che non mancherà di avere i suoi effetti anche in Italia.
I successi nei casinò in Corte Ue
I successi dei giocatori italiani di poker nei casinò esteri finiscono davanti alla Corte di giustizia europea. La causa C-367/13 riguarda l’opposizione di un giocatore all’avviso di accertamento inviato dalle Entrate per il recupero di circa 52mila euro a titolo di lrpef, addizionali e sanzioni. L’ufficio contestava l’omessa dichiarazione della cifra vinta da un giocatore a Nova Gorica, in Slovenia, sostenendo che la somma avrebbe dovuto essere computata nell’imponibile Irpef tra i «redditi diversi». La Ctp Roma, interpellata sulla questione, ha però osservato che la normativa italiana suscita dubbi di compatibilità con l’art. 49 del Trattato Ue, dal momento che la disparità di trattamento tra casinò italiani ed esteri, e cioè le maggiori restrizioni fiscali solo sulle vincite conseguite presso le sale straniere (assoggettate a obblighi dichiarativi ai fini dell’imposta sul reddito), non sembrerebbe completamente giustificata. La vicenda, riporta Agipro, ha preso spunto circa due anni fa dall’operazione «All-In» Entrate-Gdf per il recupero di circa 70 milioni di euro.


