23 Ottobre 2026, venerdì
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Geppi Cucciari lascia “Un Giorno da Pecora”: «Dopo 11 anni non tornerò ai microfoni»

L’addio affidato a un lungo messaggio sui social: la conduttrice non sarà nella nuova stagione del programma di Rai Radio 1. Alla base della decisione, spiega, “ragioni editoriali” legate alla necessità di avere una presenza disponibile per l’intero anno. Il ringraziamento alla squadra e a un pubblico con cui ha condiviso quasi duemila puntate.

Undici anni di radio non si archiviano con una comunicazione di servizio. Per Geppi Cucciari l’addio a Un Giorno da Pecora è invece una pagina personale, prima ancora che professionale. La conduttrice ha scelto Instagram per raccontare la sua decisione di non tornare, a settembre, ai microfoni del programma di Rai Radio 1, affidando alla rete un messaggio lungo, affettuoso e attraversato da una evidente malinconia.

«A settembre dopo 11 anni non tornerò ai microfoni di Un Giorno da Pecora come avrei desiderato», scrive Cucciari. Una frase che contiene già il senso di una separazione non cercata. Negli ultimi tre anni, spiega, i suoi numerosi impegni professionali non le hanno consentito di seguire per intero la stagione radiofonica. Una difficoltà che, tuttavia, era stata finora affrontata trovando una soluzione organizzativa: per metà stagione la conduttrice aveva potuto collegarsi e andare in onda dalla sede Rai di Milano.

Questa volta, però, l’equilibrio non è stato possibile. «Quest’anno nonostante la mia rinnovata disponibilità, questa soluzione, che mi consentiva di conciliare Un Giorno da Pecora con Splendida Cornice e gli altri impegni, non è stata ritenuta praticabile per ragioni editoriali», racconta. La nuova impostazione prevede infatti una presenza disponibile per tutta la stagione.

È una motivazione professionale, dunque, quella che accompagna la fine della collaborazione. Ma nelle parole di Cucciari emerge soprattutto il peso umano di un’esperienza diventata nel tempo una consuetudine, un luogo familiare, quasi una seconda casa. «Mi dispiace, mi mancherà tantissimo la radio», confessa.

E più ancora dei microfoni, le mancheranno le persone che per undici anni hanno dato un volto e una voce a quel quotidiano appuntamento. A cominciare da Giorgio Lauro, compagno di viaggio e collega con cui ha costruito «un legame davvero speciale». Poi Rachele Brancatisano, che l’ha accolta sin dall’inizio «come una sorella» e con la quale il rapporto professionale si è trasformato in un’amicizia profonda, fino al legame familiare evocato da un dettaglio particolarmente significativo: Cucciari ha avuto il privilegio di battezzare suo figlio.

Nel suo messaggio la conduttrice non dimentica nessuno. Ringrazia la redazione, la squadra, tutte quelle figure che raramente finiscono sotto i riflettori ma che rendono possibile ogni giorno una trasmissione radiofonica. «Siamo cresciuti davvero tutti insieme», ricorda, evocando una quotidianità fatta di riunioni, discussioni, caffè e panini consumati in piedi. Un racconto lontano dalla retorica dello spettacolo e molto vicino, invece, alla dimensione concreta del lavoro condiviso.

In undici anni la radio è diventata per Cucciari una sorta di calendario personale. «Avete scandito i miei anni, le mie giornate, i miei pranzi», scrive rivolgendosi alla squadra. Un rapporto costruito anche attraverso gli ospiti: quasi 2.000 puntate, dunque migliaia di conversazioni, incontri e storie. «A volte sorprendenti, altre sconcertanti, sempre illuminanti», li definisce la conduttrice.

Ma c’è un altro interlocutore al quale Cucciari dedica parole particolarmente sentite: il pubblico. Quello della radio, osserva, è un rapporto difficile da replicare altrove, perché fondato sull’ascolto e sulla continuità. Un pubblico «dedicato, attento, severo e dai grandi slanci», capace di accompagnare il programma e i suoi protagonisti per anni.

È forse proprio qui che l’addio assume il significato più forte. Non è soltanto la fine di una collaborazione professionale, ma l’interruzione di una ritualità costruita giorno dopo giorno, voce dopo voce. Un pezzo di vita che cambia forma, senza per questo cancellare ciò che è stato.

Cucciari chiude il suo messaggio senza trasformare la separazione in un punto definitivo: «Ci ritroveremo, ne sono sicura». Una promessa, o forse semplicemente la consapevolezza che certi legami, quando sono durati così a lungo, non finiscono davvero con l’ultima diretta.

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