Una nuova notte di guerra squarcia il silenzio di Kiev. Tra venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto, la capitale ucraina è stata nuovamente bersaglio di un attacco missilistico russo, che ha riportato la città in uno scenario di emergenza e tensione.
A dare l’allarme è stato il sindaco Vitalij Klyčko, che attraverso i canali ufficiali ha segnalato “esplosioni in città” e parlato apertamente di un attacco balistico in corso, invitando la popolazione a mettersi immediatamente al riparo nei rifugi. Le sirene antiaeree hanno scandito le ore notturne, mentre le forze di difesa cercavano di intercettare i missili in arrivo.
Il bilancio, ancora provvisorio, è pesante: almeno nove persone hanno perso la vita e ventitré sono rimaste ferite, secondo quanto riferito dai soccorritori ucraini impegnati nelle operazioni di emergenza. Squadre di salvataggio e medici continuano a lavorare tra macerie e edifici danneggiati, mentre si teme che il numero delle vittime possa aumentare.
Le autorità locali mantengono alta l’attenzione e monitorano costantemente l’evolversi della situazione. L’allerta resta attiva, con il rischio concreto di ulteriori bombardamenti nelle prossime ore. Per i cittadini di Kiev, ancora una volta, la notte si è trasformata in un incubo fatto di esplosioni, paura e attesa.
