La terra non smette di muoversi nei Campi Flegrei, uno dei sistemi vulcanici più complessi e sorvegliati al mondo. Alle 4.17 del mattino una scossa di terremoto di magnitudo 3.6 è stata registrata dai sismografi, con ipocentro a circa tre chilometri di profondità ed epicentro localizzato a due chilometri da Pozzuoli.
Il sisma è stato distintamente avvertito dalla popolazione, non solo nell’area flegrea ma anche in diversi quartieri di Napoli, soprattutto ai piani alti degli edifici e nelle zone più vicine al confine occidentale della città. Attimi di apprensione hanno accompagnato il risveglio di molti residenti, già provati da una sequenza sismica che da mesi mantiene alta la soglia di attenzione.
Al momento, secondo le prime verifiche, non si registrano danni a persone o cose. Tuttavia, la nuova scossa si inserisce in un quadro di attività persistente: appena ventiquattro ore prima, nella notte precedente, la stessa area era stata interessata da uno sciame sismico, culminato con un evento di magnitudo 3.0.
Dal Comune di Pozzuoli arriva una prima comunicazione istituzionale che sottolinea come “l’evento potrebbe essere stato accompagnato da un boato avvertito dagli abitanti dell’area prossima all’epicentro”, fenomeno non raro nei terremoti superficiali di questa zona.
Il susseguirsi delle scosse conferma la fase di dinamismo del bradisismo flegreo, un fenomeno che comporta il lento sollevamento e abbassamento del suolo e che da tempo è al centro dell’attenzione della comunità scientifica e della Protezione civile.
In un territorio dove la convivenza con il rischio è parte della quotidianità, ogni scossa riaccende inevitabilmente timori e interrogativi. Ma, allo stesso tempo, rafforza la consapevolezza dell’importanza del monitoraggio costante e delle misure di prevenzione, strumenti essenziali per affrontare un fenomeno naturale tanto complesso quanto inevitabile.
