5 Agosto 2026, mercoledì
HomeItaliaCronacaCuore espiantato prima dell’arrivo del nuovo organo: il video che riapre il...

Cuore espiantato prima dell’arrivo del nuovo organo: il video che riapre il caso Domenico

Un filmato girato in sala operatoria contraddice la versione ufficiale: dubbi sui tempi dell’intervento e sulla gestione del trapianto che costò la vita al piccolo

Un video di pochi minuti, registrato con un telefono cellulare all’interno della sala operatoria, rischia di cambiare radicalmente la lettura di una vicenda già drammatica. È quello relativo alla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino deceduto dopo un trapianto di cuore che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe arrivato in condizioni compromesse.

Le immagini, visionate dal legale della famiglia, introducono un elemento potenzialmente decisivo: la possibile rimozione del cuore del bambino prima ancora che il nuovo organo fosse disponibile e verificato.

Il filmato: cosa si vede

Il video è stato registrato alle 14.36 del 23 dicembre, pochi minuti dopo un passaggio cruciale dell’intervento. Alle 14.18, infatti, il cuore di Domenico era già stato espiantato. Nelle immagini si osservano il caposala e la dottoressa Farina — responsabile dell’espianto eseguito a Bolzano — mentre discutono su come aprire la box contenente il cuore destinato al trapianto.

Un dettaglio non secondario: proprio quell’organo, secondo quanto emerso in seguito, sarebbe risultato ghiacciato e quindi non idoneo.

La scena, apparentemente tecnica, diventa invece centrale nella ricostruzione difensiva. Perché, secondo i legali della famiglia, documenterebbe un’anomalia gravissima nella sequenza delle operazioni.

L’accusa: “Prova del falso”

L’avvocato Petruzzi, che assiste i familiari del bambino, parla senza mezzi termini:
“È la prova provata del falso”.

Il riferimento è al diario clinico redatto dal dottor Oppido, in cui si sostiene che la cardiectomia — cioè la rimozione del cuore del paziente — sarebbe iniziata quando la box con il nuovo organo era già arrivata in sala operatoria e si stava procedendo alla sua apertura.

Ma il video, secondo la difesa, racconta una storia diversa: la cardiectomia sarebbe già terminata mentre la box risultava ancora chiusa.

Una discrepanza che, se confermata, potrebbe avere implicazioni pesantissime sia sul piano penale sia su quello deontologico.

La linea difensiva

Di segno opposto la lettura dei legali del dottor Oppido, il chirurgo che eseguì l’intervento. Secondo la difesa, le immagini non sarebbero sufficienti a ricostruire con certezza la tempistica delle operazioni né a dimostrare una violazione delle procedure.

Il nodo, dunque, resta tutto nella sequenza temporale: quando è stato rimosso il cuore del bambino? E in quale momento è stato effettivamente aperto il contenitore con l’organo donato?

L’inchiesta e i prossimi sviluppi

Il dottor Oppido e la seconda operatrice, Emma Bergonzoni, risultano indagati per falso e omicidio colposo, insieme ad altre cinque persone coinvolte nella complessa catena del trapianto.

Entrambi dovranno tornare a chiarire la loro posizione nel secondo interrogatorio fissato per il 21 maggio, un passaggio che si preannuncia cruciale alla luce del nuovo elemento emerso.

Un caso ancora aperto

La morte di Domenico non è solo una tragedia individuale, ma un caso che interroga l’intero sistema dei trapianti, dove la precisione dei tempi e la corretta gestione delle procedure rappresentano condizioni imprescindibili.

Ora, quel video — breve ma potenzialmente dirompente — potrebbe trasformarsi nella chiave per comprendere cosa sia davvero accaduto in quelle ore decisive. E soprattutto se qualcosa, in quella sala operatoria, sia andato irrimediabilmente storto prima ancora che il nuovo cuore iniziasse a battere.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti