29 Ottobre 2026, giovedì
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Milano-Cortina 2026, la rivincita di Rebecca Passler: accolto il ricorso, la biatleta riammessa ai Giochi

La Corte d’Appello Nado riconosce la fondatezza dell’assunzione involontaria di Letrozolo e sospende il provvedimento cautelare. L’azzurra tornerà in squadra il 16 febbraio: “Ho sempre creduto nella mia buona fede”.

Il sogno olimpico non si spegne. Anzi, riparte. A poco più di un anno dall’appuntamento con i Giochi di Milano-Cortina 2026, Rebecca Passler vede riaprirsi le porte del palcoscenico a cinque cerchi. La Corte Nazionale d’Appello di Nado Italia ha accolto il ricorso presentato dall’atleta altoatesina contro la sospensione provvisoria scattata dopo la positività al Letrozolo rilevata in un controllo del 26 gennaio scorso.

Una decisione che cambia radicalmente lo scenario sportivo e umano della 24enne biatleta, riconoscendo il fumus boni iuris, ovvero l’apparente fondatezza della tesi difensiva: l’assunzione involontaria o la contaminazione inconsapevole della sostanza vietata. In termini concreti, significa che la sospensione cautelare viene meno e che Passler potrà tornare a gareggiare e, soprattutto, essere eleggibile per le Olimpiadi invernali di casa.

Il ritorno in squadra

Il calendario segna già la data del rientro: lunedì 16 febbraio. Da quel giorno la biatleta si riaggregherà al gruppo azzurro, mettendosi a disposizione dello staff tecnico per le prossime competizioni del circuito internazionale. Un ritorno che non è soltanto tecnico, ma anche simbolico, in un momento cruciale della stagione pre-olimpica.

La Federazione accoglie la decisione con soddisfazione. «Accogliamo con piacere l’esito del ricorso che consente a Rebecca di tornare a disposizione della squadra», commenta il presidente della Federazione Italiana Sport Invernali, Flavio Roda. Una dichiarazione misurata, ma significativa, che sottolinea la volontà di restituire serenità al gruppo azzurro.

Più personale, inevitabilmente, la reazione dell’atleta: «Sono stati giorni molto difficili. Ho sempre creduto nella mia buona fede. Ringrazio chi mi è stato vicino, dagli avvocati alla Federazione, fino ai miei familiari e amici. Ora posso tornare a concentrarmi al cento per cento sul biathlon». Parole che restituiscono il peso emotivo di settimane trascorse tra incertezza e attesa.

Il caso e la linea difensiva

La positività al Letrozolo — sostanza inserita nella lista dei farmaci vietati in ambito antidoping — aveva immediatamente acceso i riflettori su una delle giovani promesse del biathlon italiano. La sospensione provvisoria, atto dovuto in presenza di un riscontro analitico avverso, aveva congelato ogni prospettiva agonistica.

Il ricorso si è fondato sulla ricostruzione di un’assunzione non intenzionale, ipotesi che la Corte d’Appello ha ritenuto, in questa fase, giuridicamente plausibile. Il riconoscimento del fumus boni iuris non equivale a una sentenza definitiva nel merito, ma rappresenta un passaggio determinante: permette all’atleta di tornare in gara mentre il procedimento segue il suo iter.

Per il movimento azzurro, in vista di Milano-Cortina, si tratta di una notizia di peso. Il biathlon italiano sta vivendo una fase di rinnovamento generazionale e l’apporto di Passler è considerato strategico, soprattutto nelle prove a squadre.

Chi è Rebecca Passler

Nata a Brunico nel 2001 e cresciuta ad Anterselva, culla italiana del biathlon, Rebecca Passler è figlia d’arte. Lo zio è Johann Passler, plurimedagliato olimpico e iridato, figura simbolo della disciplina negli anni Novanta. Un’eredità importante, che la giovane azzurra ha saputo trasformare in stimolo e non in peso.

Il suo percorso parla chiaro: cinque podi ai Mondiali juniores, tra cui l’oro in staffetta nel 2022, e un progressivo consolidamento in Coppa del Mondo. Atleta delle Fiamme Oro, si distingue per la solidità al poligono e per una crescita costante sugli sci, qualità che ne fanno un profilo prezioso nelle staffette miste e femminili.

Fuori dalle piste, Rebecca racconta una generazione nuova di sportivi: solare, attiva sui social, appassionata di viaggi e di estetica — in particolare di nail art — senza che questo intacchi il rigore richiesto da una disciplina che combina resistenza, precisione e controllo emotivo.

Verso i Giochi di casa

Milano-Cortina rappresenterà un appuntamento storico per lo sport italiano. Gareggiare in casa significa convivere con pressioni e aspettative amplificate. Per Passler, la prospettiva di essere ai nastri di partenza assume ora il sapore di una seconda occasione.

Il rientro non cancella le settimane difficili, ma le trasforma in un banco di prova ulteriore. In uno sport dove un singolo errore al tiro può compromettere una gara, la capacità di restare lucidi dopo una tempesta mediatica può diventare un valore aggiunto.

La pista, come sempre, sarà il giudice definitivo. Intanto, per Rebecca Passler, la strada verso Milano-Cortina 2026 è di nuovo aperta. E il conto alla rovescia può ricominciare.

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