14 Ottobre 2026, mercoledì
HomeNewsIl multilateralismo alla prova del mondo che cambia: sovranità, cooperazione e nuovi...

Il multilateralismo alla prova del mondo che cambia: sovranità, cooperazione e nuovi equilibri globali

Geopolitica, energia e diritto internazionale al centro di un confronto promosso da AINC e UCID a Pozzuoli, con ex ministri, studiosi ed esperti

Nel tempo delle crisi permanenti — guerre regionali, shock energetici, competizione tra potenze e fragilità delle istituzioni internazionali — il multilateralismo appare sempre più sotto pressione. È partendo da questa consapevolezza che l’Associazione Italiana Notai Cattolici (AINC) e l’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (UCID) hanno promosso il confronto dal titolo “Il multilateralismo e gli equilibri internazionali in crisi: sovranità, cooperazione, ordine nazionale e mondiale”, ospitato nella sede del Royal Garden di Pozzuoli.

Un appuntamento di alto profilo, pensato per interrogarsi sulle trasformazioni profonde della geopolitica contemporanea e sul difficile equilibrio tra la riaffermazione degli interessi nazionali e l’esigenza, sempre più urgente, di una cooperazione globale efficace. A discuterne sono stati tre ex ministri con una lunga esperienza nei dossier internazionali e della difesa — Vincenzo Amendola, Mario Mauro e Gennaro Sangiuliano — affiancati da voci autorevoli del mondo dell’energia, del diritto e delle scienze storiche.

Accanto al confronto politico, infatti, il dibattito ha beneficiato del contributo di Davide Tabarelli, tra i più noti esperti italiani di politiche energetiche, dell’internazionalista Giuseppe Cataldi e di Maria Vittoria Bramante, studiosa di storia, beni pubblici e ambiente. Un parterre capace di leggere la crisi dell’ordine multilaterale non solo come fenomeno diplomatico, ma come questione sistemica che intreccia sicurezza, sviluppo economico, sostenibilità e tutela dei beni comuni.

Ideato e moderato da Roberto Dante Cogliandro, notaio e fondatore dell’AINC insieme ad Antonino Apreda, presidente UCID per l’area di Napoli, Pozzuoli e Ischia, l’incontro ha assunto anche un forte valore simbolico. Napoli e il suo territorio, crocevia storico del Mediterraneo, sono stati indicati come osservatorio privilegiato per comprendere le nuove linee di frattura e di dialogo tra Nord e Sud del mondo, Europa, Africa e Medio Oriente.

Nel corso degli interventi è emerso un quadro complesso: la crisi del multilateralismo non coincide con la sua fine, ma con una sua profonda ridefinizione. Le grandi organizzazioni internazionali faticano a rispondere alle emergenze globali, mentre gli Stati tornano a rivendicare sovranità e autonomia strategica. Al tempo stesso, nessuna delle sfide decisive — dalla sicurezza energetica ai cambiamenti climatici, dai conflitti armati alle migrazioni — può essere affrontata efficacemente in solitudine.

Il dibattito è stato arricchito dalla partecipazione di un pubblico qualificato, con la presenza di giuristi come Gennaro Marasca, Antonio Buonajuto ed Elisabetta Garzo, e di esponenti della politica e delle istituzioni locali, tra cui Nello Palumbo, Domenico Tuccillo e Giuseppe Cuomo. Un contributo che ha dato ulteriore profondità al confronto, confermandone la natura trasversale e interdisciplinare.

L’iniziativa di AINC e UCID si è così affermata come un momento di riflessione strategica, capace di andare oltre l’attualità contingente per interrogarsi sul futuro dell’ordine internazionale. Un futuro in cui diritto, economia e politica dovranno necessariamente tornare a dialogare, se il multilateralismo vorrà sopravvivere non come formula astratta, ma come strumento concreto di pace e cooperazione.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti