5 Novembre 2026, giovedì
HomeNewsIl lato invisibile del male: Quando la violenza non ha sesso e...

Il lato invisibile del male: Quando la violenza non ha sesso e la politica rompe il silenzio

L'ombra degli abusi psicologici e delle guerre genitoriali oltre gli stereotipi, le iniziative sul campo del 1523.it e il caso che arriva a Palazzo Madama

La violenza non possiede un’unica forma e non si consuma soltanto laddove restano i segni visibili di uno scontro fisico. Nel dibattito pubblico e nella narrazione mediatica quotidiana, la tendenza a racchiudere l’abuso dentro ruoli sociali rigidi rischia di creare un consistente cono d’ombra entro cui sofferenze autentiche rimangono invisibili, private di ascolto, tutela e dignità. Esiste una forma di maltrattamento che agisce nel silenzio, priva di clamore ma capace di sgretolare giorno dopo giorno l’identità, la stima di sé e la serenità di chi la subisce. È la violenza psicologica, il ricatto emotivo, l’isolamento affettivo e la manipolazione delle responsabilità genitoriali. Quando questi comportamenti si verificano nei rapporti personali, la vulnerabilità diviene la condizione primaria della persona offesa, indipendentemente dal suo genere. Per decenni gli stereotipi culturali hanno condizionato la percezione del dolore. Se l’aggressione fisica rappresenta la manifestazione visibile della sopraffazione, il timore del giudizio, la vergogna e la paura di non essere creduti spingono molti uomini a tacere di fronte a maltrattamenti emotivi, economici e alle drammatiche conseguenze dell’alienazione parentale. Il silenzio si trasforma così in una gabbia sociale che impedisce di chiedere aiuto, alimentando l’idea errata che le ferite dell’anima abbiano un peso e un valore diverso a seconda di chi le porta. Di fronte a questo fenomeno sommerso, la società civile e il mondo professionale hanno organizzato risposte concrete. È il caso della rete di ascolto e tutela 1523.it, ideata dall’avvocato Angelo Pisani e da Antonella Esposito, presidente dell’associazione Potere ai Diritti. La struttura si avvale di un’équipe multidisciplinare di legali, psicologi e professionisti del settore sociale, tra cui l’avvocato Simona Sapignoli, componente della Commissione Diritto degli Affetti del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, nata con l’obiettivo di offrire orientamento, assistenza e protezione alle vittime di violenza e discriminazione nei contesti familiari. Un impegno sul campo che sceglie di fare prevenzione anche nei contesti di promozione sociale e fieristica, come la presenza del progetto all’interno di manifestazioni quali Tutto Sposi, per ricordare che la tutela dei diritti e il rispetto reciproco si costruiscono fin dalle fondamenta della vita di coppia. Proprio durante una delle iniziative svolte presso la fiera, il senatore Gianluca Cantalamessa ha sottolineato le ragioni di questa battaglia culturale e politica, l’esigenza impellente di far luce su un sommerso di sofferenze maschili e genitoriali, spesso legate alle dinamiche di separazione e all’uso strumentale dei minori, che ad oggi non trova adeguato riscontro nei dati ufficiali ISTAT. Rilevare i numeri reali delle denunce e degli abusi recepiti presso questure e commissariati d’Italia costituisce il presupposto fondamentale per garantire trasparenza e pari dignità di trattamento a qualsiasi individuo subisca sopraffazioni. Questa sollecitazione dal basso ha trovato formalizzazione istituzionale con l’interrogazione a risposta scritta n. 4-03164, presentata al Senato il 1° luglio dai senatori Gianluca Cantalamessa e Gian Marco Centinaio. L’atto ispettivo sollecita il Governo a superare i tabù culturali sul tema, a promuovere un monitoraggio statistico istituzionale mirato e a garantire pari dignità di ascolto e strumenti di tutela giuridica e psicologica per ogni vittima. Ad oggi, l’iter dell’interrogazione risulta nella fase successiva alla pubblicazione e all’assegnazione ai ministeri competenti, in attesa del deposito della risposta scritta da parte dell’Esecutivo. Riconoscere la pluralità delle forme della violenza significa superare qualsiasi impostazione ideologica e rimettere la persona al centro. Costruire una rete di protezione equa ed efficace richiede l’abbattimento dei pregiudizi di partenza, per garantire a chiunque soffra la medesima legittimità nell’essere ascoltato, tutelato e ricucito nella propria dignità.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti