L’Italia del curling vede sfumare la possibilità di difendere il titolo olimpico nel doppio misto, ma non esce di scena. Stefania Constantini e Amos Mosaner cedono agli Stati Uniti per 9-8 in una semifinale ad altissima tensione, decisa solo all’ultimo end, e si giocheranno la medaglia di bronzo contro la Gran Bretagna. L’oro e l’argento saranno invece affare tra Svezia e Stati Uniti, dopo il netto 9-3 degli scandinavi sui britannici nell’altra semifinale.
Al Cortina Curling Olympic Stadium va in scena una partita intensa, tecnica, nervosa, che conferma quanto il doppio misto sia una disciplina di dettagli, letture di ghiaccio e scelte tattiche millimetriche. Gli azzurri arrivano all’appuntamento forti del secondo posto nel round robin e del successo mattutino proprio contro Cory Thiesse e Korey Dropkin (7-6), ma la semifinale ha tutt’altro copione.
L’avvio è da manuale per l’Italia: Constantini e Mosaner partono aggressivi, piazzano due punti nel primo end e sembrano subito in controllo. Gli Stati Uniti reagiscono con freddezza e pareggiano nel secondo, prima di subire il nuovo strappo azzurro nel terzo end, firmato da una giocata di precisione chirurgica di Constantini sull’ultima stone per il 4-2. Il pubblico di casa spinge, sugli spalti c’è anche Federica Brignone, e l’atmosfera è quella delle grandi occasioni.
La svolta arriva a metà gara. Nel quarto end Thiesse e Dropkin alzano il ritmo e colpiscono duro: tre punti che ribaltano il punteggio (5-4 Usa) e cambiano l’inerzia del match. L’Italia resta aggrappata alla partita con carattere, limitando i danni nel quinto end grazie a un colpo da applausi di Constantini che vale il 5-5, ma gli americani tornano avanti 7-5 nel sesto.
A quel punto gli azzurri si giocano il tutto per tutto: power-play nel settimo end e mossa vincente, perché arrivano tre punti che riportano l’Italia avanti 8-7. Sembra il preludio a un finale da favola, invece l’ottavo end è una lezione di lucidità statunitense. Anche gli Usa sfruttano il power-play, non sbagliano nulla e chiudono 9-8, spegnendo il sogno di una seconda finale olimpica consecutiva per la coppia campione di Pechino 2022.
Resta l’amarezza, ma non la resa. «C’è delusione – ammette Stefania Constantini – abbiamo concesso un po’ troppo e loro sono stati bravi a sfruttare le occasioni. Oggi hanno avuto un controllo del ghiaccio e della velocità leggermente migliore del nostro. Ora però dobbiamo resettare: non è finita, c’è ancora qualcosa di importante da conquistare». La skip azzurra individua nei dettagli e nella gestione dei momenti chiave la differenza della partita, senza nascondere l’emozione per l’Olimpiade di casa: «Giocare con questo tifo è qualcosa di speciale, un’energia unica. Spero di regalare domani una gioia al pubblico».
Sulla stessa linea Amos Mosaner, che parla di rammarico ma anche di reazione immediata: «Non siamo stati abbastanza furbi in alcune situazioni e alla fine l’abbiamo pagata. Quando sei a un passo da una finale olimpica fa male, ma è sport. Ci vorranno poche ore per metabolizzare e ripartire: domani lotteremo con tutto quello che abbiamo». Il trentino sottolinea come piccoli errori difensivi abbiano pesato e ringrazia il pubblico: «Straordinario, sempre con noi. In queste partite la testa fa la differenza».
Il futuro della coppia, simbolo del curling azzurro dell’ultimo quadriennio, resta un tema aperto e rimandato. Prima, però, c’è una medaglia da provare a mettere al collo. Contro la Gran Bretagna sarà una sfida anche mentale, tra due squadre chiamate a rialzarsi dopo una semifinale persa. Per Constantini e Mosaner l’obiettivo è chiaro: trasformare la delusione in energia e chiudere Milano-Cortina 2026 salendo comunque sul podio.
