I cambiamenti nelle politiche economiche e industriali stanno ampliando il perimetro delle opportunità di investimento legate all’IA ben oltre Stati Uniti e Cina, rendendo sempre più rilevante uno sguardo esteso ai mercati emergenti e ai settori adiacenti e strategici destinati a essere impattati dalla sua diffusione.
L’IA, tuttavia, rappresenta anche un potenziale fattore di volatilità, poiché contribuisce a ridefinire le gerarchie economiche globali. In questo contesto, “la diversificazione tra le diverse asset class, unita a un’attenzione alla qualità, potrebbe contribuire a mitigare gli shock legati all’IA a livello macro o micro”, sottolineano i manager di Neuberger Berman.
Azionario: opportunità e distruzione creativa
L’accelerazione nell’adozione dell’intelligenza artificiale nei settori tradizionali – dalla sanità ai servizi finanziari – è destinata ad aumentare l’efficienza operativa e a migliorare i margini anche al di fuori delle mega-cap tecnologiche. Questo processo potrebbe sostenere un ampliamento degli investimenti e una crescita più diffusa degli utili.
Allo stesso tempo, però, l’IA innescherà un intenso processo di “distruzione creativa”, con effetti asimmetrici su aziende e comparti. “Sarà indispensabile diversificare tra regioni e settori per ottimizzare i rendimenti, evitando portafogli eccessivamente concentrati”, spiegano i professionisti di Neuberger Berman. L’attenzione va rivolta alle società che già mostrano risultati tangibili o benefici misurabili, così come ai comparti adiacenti al tema dell’IA – ad esempio i fornitori di energia – privilegiando i settori che ne adottano rapidamente le applicazioni o ne supportano lo sviluppo, tra cui finanziario, industriale e sanitario.
Tassi a lungo termine: il peggio sembra alle spalle
Nel reddito fisso, i rendimenti attuali appaiono coerenti con i rischi noti legati all’espansione dei bilanci pubblici e alla sostenibilità del debito. Questo suggerisce che la fase più critica per i tassi di interesse a lunga scadenza potrebbe essere ormai superata.
Nel comparto del credito, tuttavia, il rischio specifico – sia settoriale sia legato ai singoli emittenti – potrebbe persistere fino al 2026, riflettendo la maturazione del ciclo del credito e gli effetti dirompenti introdotti dall’intelligenza artificiale. “In un contesto in cui la Fed e le altre banche centrali assumono un orientamento più accomodante, ci concentriamo su opportunità con scadenze lunghe, combinando asset a duration breve e lunga e mantenendo un’esposizione creditizia selettiva”, spiegano gli esperti della casa d’investimento.
Mercati privati in piena trasformazione
Nei mercati privati, infine, serviranno probabilmente diversi anni per smaltire l’arretrato di società in fase di exit. Una dinamica che favorisce gli operatori strategici in grado di fornire liquidità ai tradizionali gestori di private equity e ai loro limited partner.
In questo scenario, gli investimenti sul mercato secondario, le soluzioni di capitale e i co-investimenti diretti in private equity rappresentano opportunità potenzialmente interessanti nel medio-lungo periodo. “Nel private equity preferiamo restare focalizzati su operatori che apportano liquidità attraverso co-investimenti in operazioni GP-led di mid-life, continuation fund e soluzioni di capitale ibride e personalizzate”, concludono i manager di Neuberger Berman.
