23 Ottobre 2026, venerdì
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Olimpiadi, vertice Piantedosi–ambasciatore Usa: cooperazione con l’Ice limitata al coordinamento investigativo

Milano-Cortina 2026 · Sicurezza, diplomazia e grandi eventi

La macchina organizzativa delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 entra nel vivo e, con essa, il capitolo più delicato: la sicurezza. È in questo contesto che si colloca l’incontro tra il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman J. Fertitta, un vertice che ha acceso nuovamente i riflettori sul ruolo che le agenzie americane avranno durante i Giochi.

Al centro del colloquio, gli aspetti di coordinamento operativo tra le autorità italiane e l’Homeland Security Investigations (Hsi), la branca investigativa dell’Ice (Immigration and Customs Enforcement). Un dialogo che, secondo il Viminale, rientra nei normali protocolli di cooperazione internazionale previsti per eventi di portata globale, soprattutto quando coinvolgono la protezione di delegazioni straniere e di atleti considerati sensibili sotto il profilo della sicurezza.

Il governo ha ribadito con forza un punto che considera dirimente: gli agenti dell’Ice non avranno alcun compito di ordine pubblico sul territorio italiano. Nessun pattugliamento, nessun controllo diretto, nessuna attività esterna visibile. Il loro contributo, viene spiegato, si limiterà allo scambio informativo e al raccordo con le sale operative italiane, in una logica di prevenzione e analisi dei rischi.

A rafforzare questa linea è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha voluto sgombrare il campo da interpretazioni allarmistiche: «Alle Olimpiadi di Milano-Cortina non vedremo agenti dell’Ice per strada. In campo ci saranno solo le nostre forze dell’ordine: carabinieri, polizia e guardia di finanza». Un messaggio chiaro, indirizzato tanto all’opinione pubblica quanto al dibattito politico.

Dalla sede diplomatica statunitense arrivano conferme in tal senso. Fonti dell’ambasciata Usa a Roma precisano che il personale dell’Ice sarà presente in Italia esclusivamente in funzione di supporto alle delegazioni americane e che, “ovviamente”, non potrà svolgere attività di controllo dell’immigrazione o operazioni autonome in un Paese straniero.

Eppure, nonostante le rassicurazioni ufficiali, il quadro complessivo continua a sollevare perplessità. Le opposizioni denunciano una comunicazione confusa, fatta di precisazioni tardive e versioni che si rincorrono, mentre l’esecutivo è costretto a tornare più volte sugli stessi concetti per arginare polemiche e timori. In questo mare di dichiarazioni, distinguere tra coordinamento tecnico e presenza operativa non è sempre apparso immediato, alimentando una sensazione di ambiguità che rischia di indebolire la credibilità del messaggio governativo.

La sicurezza di Milano-Cortina 2026 resta una priorità condivisa, ma le contraddizioni emerse nelle ultime ore lasciano uno strascico di scetticismo: un terreno sul quale l’esecutivo sa di essere osservato con attenzione e sul quale, da qui ai Giochi, sarà chiamato a garantire chiarezza assoluta e coerenza nelle scelte e nelle parole.

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