A cura di Salvatore Guerriero Presidente Nazionale ed Internazionale della Confederazione PMI INTERNATIONAL
L’analisi degli ultimi dati sulla spesa dei Fondi Strutturali rappresenta uno spartiacque informativo. Il fatto che una regione come la Campania svetti con l’86,9% di impegni e il 63,2% di spesa effettiva non è solo un numero, ma la prova che il vento sta cambiando. Per decenni il Sud è stato prigioniero di una narrazione di rassegnazione, descritto come un “buco nero” capace di inghiottire risorse senza produrre risultati. Oggi, invece, i dati invertono questo trend storico, dimostrando che il Mezzogiorno sta imparando a trasformare i finanziamenti europei in realtà tangibile.
La doppia velocità strategica: Tra Innovazione e “ABC” della Civiltà
Il successo di questa programmazione risiede nella capacità di muoversi su due binari paralleli, entrambi vitali.
La Frontiera dell’Innovazione: Una parte consistente dei fondi è destinata a chi fa ricerca, a chi digitalizza le imprese e a chi investe nella transizione energetica. Senza questo slancio, il Sud rimarrebbe una colonia tecnologica. Vedere che i fondi “camminano” significa dare ossigeno a una nuova classe dirigente che non vuole assistenza, ma strumenti per competere.
L’ABC delle Infrastrutture: Contemporaneamente, non si può parlare di progresso se mancano le basi. La vera forza di questa inversione di tendenza è il ritorno ai fondamentali come l’edilizia popolare, le reti fognarie e una gestione dell’acqua che non lasci territori a secco. Sanare questo debito storico è l’unico modo per dare dignità al territorio.
I Pilastri della Rinascita: Trasporti, Ambiente e Scuola
Per rendere questa crescita strutturale, l’integrazione dei fondi deve toccare tre settori chiave che nell’articolo emergono come prioritari per la coesione sociale.
Trasporti e Mobilità: La capacità di spesa deve tradursi in una rete di collegamenti che rompa definitivamente l’isolamento di alcune aree interne. Investire nei trasporti non significa solo grandi opere, ma rendere efficiente il pendolarismo quotidiano, collegando i centri di produzione alle grandi arterie. Una mobilità moderna è il primo fattore di competitività per le imprese e di libertà per i cittadini.
Ambiente e Resilienza: L’ambiente non è più un costo ma una risorsa. Proteggere il territorio dal dissesto idrogeologico e investire in energia pulita significa mettere in sicurezza il futuro, riducendo i costi energetici per le famiglie e rendendo il Sud un hub della sostenibilità mediterranea.
La Scuola e il Capitale Umano: Investire negli edifici scolastici e nella formazione significa combattere la povertà educativa e la dispersione scolastica. La scuola è il cantiere più importante. Se i fondi europei riescono a modernizzare le aule e i laboratori, si creano le basi affinché i giovani non siano costretti a emigrare per trovare eccellenza.
Il Dettaglio Tecnico: Il paradosso dell’efficienza regionale
Un aspetto tecnico fondamentale è la capacità di riprogrammazione. Anche Svimez ha ultimamente sottolineato come il Sud sia riuscito a rimodulare i piani a metà ciclo per rispondere a Covid e guerra in Ucraina. Mentre alcuni Ministeri centrali appaiono ingessati da una burocrazia ancora elefantiaca, le Regioni, almeno in questo, hanno dimostrato una maggiore agilità operativa. Questo accade perché il livello locale è più vicino alle esigenze del territorio e può adattare i bandi con maggiore velocità. Il paradosso è servito: il “centro” decisionale di Roma oggi arranca di fronte alla dinamicità di alcune amministrazioni meridionali.
Il Confronto con il Nord: Smontare il pregiudizio
Questo primato campano scardina il pregiudizio geopolitico interno. Per troppo tempo il “modello settentrionale” è stato l’unico riferimento per l’efficienza. Tuttavia, quando una regione del Sud dimostra di saper impegnare quasi il 90% delle risorse, il paradigma cambia. Il Mezzogiorno smette di essere il “fanalino di coda” e diventa un laboratorio di gestione della complessità. Questo “sorpasso” dà al Sud una nuova autorevolezza politica, quella di non chiedere più col cappello in mano, ma rivendicando risorse, forti dei risultati ottenuti.
La Responsabilità della Politica
In questo scenario, la responsabilità politica si fa pesantissima. Il successo attuale non deve essere un punto di arrivo, ma una base di partenza.
Continuità Amministrativa: La politica deve garantire che questo ritmo diventi un metodo di lavoro strutturale, non legato a singoli momenti fortunati.
Qualità della Spesa: Oltre a “spendere tutto”, la sfida è “spendere bene”, recuperando la capacità produttiva persa negli ultimi 14 anni.
Il 2027 come Orizzonte: La scadenza è vicina. La politica ha il dovere di semplificare ulteriormente le procedure, proteggendo questa ritrovata efficienza dalle lungaggini burocratiche.
Pertanto sapere che le risorse europee stanno finalmente diventando cantieri, scuole sicure e infrastrutture verdi permette di guardare al futuro con un ottimismo concreto, anche se enormi problemi rimangono ancora tutti da risolvere.
Il Sud sta dimostrando che, se messo nelle condizioni di operare, non ha nulla da invidiare a nessuno. Potrebbe essere la fine dell’epoca dell’assistenzialismo e l’inizio dell’epoca della competenza.
