A pochi giorni dalla scadenza per l’approvazione definitiva della legge di bilancio, la discussione sulla manovra economica subisce una brusca svolta. Dopo due mesi di stallo, durante i quali la legge è rimasta incompleta e priva di interventi decisivi, il governo Meloni decide di riscrivere e aggiungere nuovi capitoli senza alcuna forma di confronto pubblico o parlamentare. In particolare, l’esecutivo introduce un emendamento che ha sollevato un polverone, concentrandosi sul delicato tema delle pensioni.
Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro nella segreteria nazionale del Partito Democratico, ha definito le misure “una vera e propria sorpresa natalizia… ma con il sapore amaro di Pasqua”. L’emendamento in questione prevede, tra le altre cose, un ulteriore innalzamento dei requisiti per l’accesso alla pensione anticipata, un passo che la Guerra definisce come “un’incredibile allungamento del tempo necessario per andare in pensione”. Il concetto di “finestre”, utilizzato per descrivere la possibilità di uscire anticipatamente dal mercato del lavoro, viene ulteriormente dilatato, creando nuove difficoltà per i lavoratori che avevano fatto affidamento su queste opportunità.
Il colpo più duro, però, arriva per chi ha deciso di riscattare gli anni di laurea, una misura che aveva consentito a molti di anticipare il proprio ingresso nel sistema pensionistico. Per questi cittadini, l’emendamento prevede una forte penalizzazione, riducendo di ben due anni e mezzo il valore degli anni riscattati ai fini dell’accesso alla pensione. Un vero e proprio “taglio alle gambe”, secondo la Guerra, che ha parlato di una “mega fregatura” per tutti coloro che avevano investito risorse e speranze nel sistema del riscatto della laurea.
Per la responsabile Lavoro del Pd, l’andamento di questa riforma dimostra una mancanza di visione e di responsabilità da parte del governo, che sembra proseguire con una logica di crescente rigidità e iniquità. “L’età pensionabile sotto la guida di Meloni? Un viaggio verso l’infinito… e oltre”, conclude la Guerra, lanciando un severo monito contro una legge che rischia di aggravare ulteriormente le disuguaglianze già presenti nel sistema previdenziale italiano.
In un contesto così complesso, la partita sulla manovra non è ancora chiusa, e il dibattito sulle pensioni sembra destinato a infiammarsi nei giorni a venire.
