Donald Trump ha deciso di interrompere i negoziati commerciali con il Canada, congelando di fatto le discussioni su una possibile revisione dell’accordo bilaterale che regola i flussi economici tra Washington e Ottawa. La decisione, annunciata poche ore prima della partenza per il suo atteso viaggio in Asia, segna una nuova fase della strategia economica e diplomatica del presidente americano, sempre più concentrato sullo scacchiere indo-pacifico e sulla gestione dei rapporti con Pechino.
Secondo fonti della Casa Bianca, la sospensione dei colloqui sarebbe legata a “differenze sostanziali” sui dazi e sulla politica industriale, nodi che da mesi complicano il dialogo tra i due Paesi. La decisione arriva in un momento in cui l’amministrazione Trump punta a ridefinire il ruolo degli Stati Uniti nelle catene globali del valore, in un contesto internazionale segnato da tensioni valutarie e da un crescente protezionismo.
Il presidente partirà nella notte di venerdì per un tour asiatico di alto profilo che lo porterà in Corea del Sud, Giappone e Cina. Il primo appuntamento è previsto a Seul, dove Trump incontrerà il leader sudcoreano per discutere di cooperazione economica, sicurezza regionale e relazioni con Pyongyang. Martedì sarà la volta del Giappone, con un bilaterale con la nuova premier Sanae Takaichi, prima donna a guidare il governo di Tokyo. Il vertice più atteso, tuttavia, sarà quello di giovedì con il presidente cinese Xi Jinping, a margine del summit Asean: un faccia a faccia che potrebbe chiarire le intenzioni di Washington sul fronte dei dazi e delle relazioni economiche tra le due superpotenze.
Dal versante europeo, intanto, l’Italia osserva con attenzione le mosse americane. Il ministro degli Esteri ha commentato la notizia sottolineando che “più dei dazi, preoccupa il valore del dollaro”, segnalando come la volatilità della moneta statunitense rischi di avere ripercussioni dirette sulle esportazioni europee. Una dichiarazione che riflette la crescente inquietudine nei mercati internazionali, già scossi dalle incertezze politiche e dalle possibili ricadute di una nuova guerra commerciale.
La sospensione dei colloqui con Ottawa, letta insieme alla volontà di riaprire un canale diretto con Pechino, appare come una mossa calcolata: Trump sembra voler ridefinire le priorità della politica economica americana, puntando a consolidare il suo ruolo sulla scena asiatica prima di riaprire il fronte nordamericano. Il viaggio che si apre in queste ore potrebbe dunque segnare un nuovo capitolo nei rapporti tra Washington e i suoi principali partner commerciali, in un equilibrio sempre più complesso tra diplomazia e competizione economica.
