Nel solco dell’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha riaffermato il valore e la centralità dell’impegno italiano nelle Nazioni Unite, definendolo «asse portante della politica estera del nostro Paese». Le parole del Capo dello Stato sono giunte in occasione dell’ottantesima Giornata delle Nazioni Unite, celebrata in un momento in cui il sistema multilaterale appare sotto pressione come non mai.
«Credere e investire nelle Nazioni Unite – ha dichiarato Mattarella – significa tradurre in azioni concrete il principio della solidarietà internazionale e di un ordine mondiale fondato sul rispetto delle regole». Un’affermazione che richiama direttamente la vocazione europeista e internazionalista della Repubblica, nata dalle macerie della guerra e sempre schierata a difesa del diritto e della cooperazione tra i popoli.
Il presidente ha sottolineato come la partecipazione dell’Italia all’Onu non sia soltanto una scelta di campo diplomatica, ma un impegno morale e politico che trova il suo fondamento nella Carta costituzionale. «Promuovere una logica di collaborazione e rispetto fra gli Stati – ha proseguito – rappresenta l’unica alternativa alla sopraffazione, tanto più necessaria oggi di fronte alle sfide globali e alla drammatica diffusione dei conflitti armati».
Il richiamo di Mattarella risuona in un contesto internazionale segnato da tensioni crescenti: dalle guerre in Medio Oriente e in Ucraina alle crisi umanitarie che attraversano Africa e Asia, fino ai cambiamenti climatici e alle diseguaglianze economiche che minano la stabilità mondiale. In questo scenario, il Presidente ha voluto ribadire la convinzione che solo un sistema multilaterale forte e rinnovato, con le Nazioni Unite al centro, possa offrire risposte efficaci alle emergenze del nostro tempo.
L’Italia, che è tra i principali contributori alle missioni di pace dell’Onu e ospita a Roma importanti agenzie delle Nazioni Unite, come la Fao e il World Food Programme, rivendica così un ruolo di primo piano nel sostenere la diplomazia, la cooperazione e la tutela dei diritti umani. Parole che, nel messaggio del Capo dello Stato, assumono il valore di una bussola etica e politica per l’azione internazionale del Paese, in un’epoca in cui la fedeltà al diritto e la fiducia nelle istituzioni multilaterali sembrano, troppo spesso, messe alla prova dagli eventi.
