6 Ottobre 2026, martedì
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AlatriJazz 2025, la città si fa musica: tre giorni di emozioni, maestria e partecipazione straordinaria

Conclusa la ventitreesima edizione del festival jazz più atteso del Lazio: qualità artistica altissima, pubblico entusiasta e una comunità che si riscopre protagonista attraverso la cultura

Si è conclusa in un clima di entusiasmo contagioso la XXIII edizione di AlatriJazz, appuntamento ormai imprescindibile nel panorama musicale del Centro Italia. Per tre giorni – dal 1° al 3 agosto – la cittadina ciociara si è trasformata in un palcoscenico diffuso, attraversato da suoni, voci, incontri e vibrazioni profonde, che hanno confermato ancora una volta la capacità del jazz di parlare a tutti, superando barriere generazionali e culturali.

Con un’affluenza di pubblico da record e un consenso pressoché unanime da parte della critica, l’edizione 2025 ha rappresentato un punto di svolta non solo per la manifestazione in sé, ma anche per la percezione di Alatri come polo culturale e musicale in grado di attrarre attenzione e talenti su scala nazionale. A fare da collante, come sempre, la direzione artistica di Mauro Bottini, musicista e ideatore dell’evento, che ha saputo intrecciare visione, competenza e passione in un cartellone equilibrato tra tradizione e innovazione.

L’apertura: energia, classe e ironia

Ad aprire il festival, giovedì 1° agosto, è stata la Big Band di Massimo Pirone, una formazione che da anni si distingue per la raffinatezza degli arrangiamenti e la solidità dell’impianto sonoro. A impreziosire la serata, la presenza carismatica di Greg, artista eclettico dalla verve inconfondibile, che ha saputo intrattenere e coinvolgere un pubblico numerosissimo con un’ironia elegante e mai fuori luogo. Il culmine della serata è stato raggiunto con l’esibizione del maestro Mauro Bottini al sax tenore, che ha regalato un momento di straordinaria intensità, confermando la sua statura di interprete dal tocco personale e dalla comunicativa diretta.

Venerdì di emozioni profonde con Fulvio Tomaino e Carlo Micheli

La seconda serata, venerdì 2 agosto, ha rappresentato uno dei momenti più alti nella storia del festival. Protagonista assoluta la Fulvio Tomaino Band, accompagnata da Carlo Micheli, sassofonista di grande esperienza e sensibilità artistica. La performance, intensa e profondamente evocativa, ha saputo toccare corde intime nel pubblico, con una narrazione musicale costruita su dinamiche impeccabili e un interplay di rara coesione. Ancora una volta, il contributo del maestro Bottini ha dato slancio al finale del concerto, suggellato da una lunga ovazione che ha unito palco e platea in un abbraccio collettivo.

Didattica d’eccellenza e giovani talenti al Chiostro di San Francesco

Il pomeriggio di domenica 3 agosto è stato dedicato alla formazione, con l’atteso concerto degli allievi della Masterclass of Jazz, tenutasi nei giorni precedenti sotto la guida del docente di sax jazz Filiberto Palermini. Nella cornice suggestiva del Chiostro di San Francesco, si è assistito a un’esibizione che ha messo in luce non solo le capacità tecniche dei giovani musicisti, ma anche il valore formativo della didattica musicale quando si fonda su serietà, ascolto e passione. Un laboratorio di crescita artistica e umana, che costituisce una delle anime più autentiche del festival.

Omaggio a Sinatra e chiusura da standing ovation

La serata conclusiva ha riportato il pubblico nella centralissima piazza Santa Maria Maggiore, con l’attesa performance della Savioli Big Band, dedicata a un repertorio immortale: le canzoni di Frank Sinatra. L’omaggio si è arricchito della voce profonda e vellutata di Simone Partigianoni, interprete capace di evocare l’eleganza del grande crooner americano senza cadere nella mera imitazione. L’ultima parola, come ormai tradizione, è spettata al sax di Mauro Bottini, la cui esibizione finale ha chiuso il festival tra applausi scroscianti e richieste di bis.

La musica come bene comune

La riuscita di AlatriJazz 2025 non è solo frutto di una programmazione artistica d’eccellenza, ma anche di un’organizzazione puntuale e della partecipazione attiva di una comunità che si riconosce nella cultura come strumento di coesione e sviluppo. Ne è convinto il sindaco Maurizio Cianfrocca, che ha sottolineato come “questa edizione straordinaria abbia visto esibirsi tantissimi musicisti di altissimo livello. Ciò che mi ha colpito è il loro apprezzamento per la nostra città. Il pubblico ha risposto con calore al programma curato da Mauro Bottini”.

Sulla stessa linea il consigliere delegato alla Cultura, Sandro Titoni, che ha parlato di “un evento culturale di straordinaria qualità e partecipazione. La cultura è un motore vivo e potente: ad Alatri continueremo a investirci con convinzione”.

Una vocazione che guarda al futuro

Il successo dell’edizione 2025 rappresenta non solo un traguardo, ma anche una promessa: quella di un festival che, pur mantenendo salde le proprie radici, guarda con ambizione al futuro. In un momento storico in cui la cultura fatica a trovare spazi e risorse, AlatriJazz si conferma modello virtuoso di progettazione culturale, capace di mettere al centro il territorio, i giovani, l’educazione musicale e il valore insostituibile dell’esperienza dal vivo.

In un tempo segnato da frammentazioni e discontinuità, la musica torna a essere, ad Alatri, un ponte tra le persone, un rito laico e collettivo che celebra il talento, l’ascolto e la bellezza condivisa. E tutto questo, a ben vedere, è molto più di un festival.

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